Il noto colosso scandinavo del mobilio, Ikea, ha appena dichiarato attraverso un comunicato-stampa l'avvenuto ritiro dal mercato di ben trenta milioni di lampade a muro per camerette per i più piccoli, in quanto presentavano, come si legge dal comunicato, "oggettivi rischi di strangolamento per i bambini''. La decisione è stata ufficializzata, come detto, con un comunicato apparso direttamente sulla home page dell'azienda d'arredamento svedese, leader in ambito low cost.
Il comunicato-stampa è da intendere come un avviso con cui si invitano fortemente le famiglie che hanno comprato le lampade di cui sopra a mantenerle lontane dalla portata dei loro piccoli figli, nonchè a restituirle.
La tipologia di lumi più comuni sono quelli della serie '' Smila '' venduti in 8 tipi differenti: cavalluccio marino arancione, cuore rosso, luna gialla, a forma di stella blu, conchiglia blu, insetto verde, fiore bianco e rosa, e presentano tutti un cavo elettrico molto lungo, risultato estremamente pericoloso. La decisione presa da Ikea è successiva al caso di un bambino di appena quindici mesi salvato in extremis mentre stava per strangolarsi con il filo elettrico di una lampada Tassa Natt.
Prima di questo caso, anche un bimbo britannico di sedici mesi di età era tristemente deceduto perchè strangolato dal cavo della citata lampada '' Smila ''. In ambedue le situazioni, i fili delle lampade erano stati lasciati inavvertitamente alla portata dei sfortunati bambini.
Intanto, l'associazione a difesa dei consumatori, ossia la Codacons, richiede l'apertura di un' indagine da parte del ministero dello Sviluppo economico in merito a tutte le merci in vendita nei negozi Ikea presenti nel nostro Paese. Il Codacons, a tal proposito, dichiara: "Non si tratta della prima volta che prodotti a marchio Ikea vengano tolti dal mercato poichè potenzialmente pericolosi.
Anche se apprezziamo la diffusione di messaggi a tutela dei consumatori da parte dell'azienda, pensiamo comunque che il Ministro dello Sviluppo sia in dovere di eseguire controlli serrati sui prodotti in vendita negli store Ikea, aprendo un'istruttoria volta ad assicurare ancor più i clienti italiani in merito alla sicurezza dei beni venduti in Italia dal colosso dell'arredamento low-cost".