Sembrava di essere vicini ad una conclusione: voci di paese avevano riferito il nome di una donna di 46 anni, possibile amante dell'autista di Gorno da cui potrebbe aver avuto un figlio, l'assassino di Yara, che oggi avrebbe l'età di 29 anni.
Una volta, dunque, identificata la presunta madre del killer, gli inquirenti si sono recati da lei per prelevare dei campioni di DNA. Da qui la scoperta: la quarantaseienne era già stata sottoposta a questi controlli nel passato, il suo DNA era stato già confrontato con le tracce genetiche ritrovare sul corpo di Yara.
Non c'era compatibilità e quindi il suo nome era stato scartato.
Non è lei la madre dell'assassino e l'amante dell'autista di Gorno. Gli inquirenti sembravano ad un passo dalla verità ed invece oggi si ritrovano a dover rivedere la pista ed esaminare nuovi scenari. Dovranno ripartire dall'unico punto certo della vicenda: quel 99,9999% di compatibilità tra il DNA dell'autista di Gorno e quello rinvenuto dalle tracce genetiche sul corpo della tredicenne di Brembate. Il quadrò dovrà essere completato con la scoperta della madre del figlio illegittimo di Guerinoni.
Fino ad ora sono stati prelevati nella provincia di Bergamo 18 mila campioni genetici e nessuno di questi corrisponde al DNA di Ignoto1.
Gli inquirenti continueranno ad esaminare nei minimi dettagli la vita di Guerinoni: gli amici, i conoscenti, i tragitti che percorreva con l'autobus. Continueranno l'indagine anche negli orfanotrofi e daranno ancora ascolto alle voci di paese, ai pettegolezzi e insinuazioni.