La Rai decide di tagliare gli stipendi dei dirigenti. Le polemiche sulla legittimità del canone e le polemiche sui super compensi per eventi come quelli del Festival di Sanremo hanno negli ultimi anni circondato la Rai.

In Rai applicato il tetto di 240mila euro

Oggi si viene a conoscenza che dal Consiglio di amministrazione in viale Mazzini si è deciso di tagliare lo stipendio annuo lordo del direttore da 360mila a 240mila adeguando il compenso al nuovo tetto stabilito dal decreto, del Governo, sull'Irpef. Ad accompagnare il direttore, il dirigente generale, ha reso noto che anche altri quarantaquattro che siedono su importanti poltrone dirigenziali della rete televisiva nazionale si ritroveranno il proprio compenso annuo tagliato.

L'iniziativa è presa si rende noto da viale Mazzini in via precauzionale e così in Rai le risorse risparmiate si aggirerebbero intorno ai quattro milioni di euro.

La questione dei contratti privati

In Rai aleggia però ora lo spettro legale, poiché il decreto Irpef prevede un tetto massimo di 240mila euro per tutti i posti dirigenziali di enti pubblici, mentre molti dirigenti hanno con Rai un contratto da privati. Così, in viale Mazzini potrebbero, in caso di ribellione dei manager che in alcuni casi vedono dimezzarsi lo stipendio, arrivare cause che quasi certamente saranno perse. Ciò rischia quindi di andare contro al principio di irriducibilità del salario e quello di equità non essendo più, gli stipendi, dei dirigenti con contratto privato Rai equiparabili a quelli che hanno un contratto, esempio, con Mediaset.