Una bufera travolge l'editoria e dichiarano le proprie dimissioni le direttrici di due tra i quotidiani più importanti al mondo: Natalie Nougayrède, di 'Le Monde', e Jill Abramson, direttrice del 'New York Times'.
'Le Monde', la rivolta della redazione
"Era monarchica e autoritaria" così la definisce la redazione, incapace di lavorare in squadra e di condividere le decisioni col resto dei redattori, creando così in redazione un clima teso e invivibile. Una signora dedita all'economia e ad un giornalismo giudicato poco in riga con la linea di sinistra del quotidiano.
Qualche giorno fa, una settimana circa, undici caporedattori avevano lasciato il lavoro con un ammutinamento di massa. Era sola, sola contro tutti. E pochi giorni fa hanno abbandonato la barca anche i due vicepresidenti. Un giornale che vedeva, così, la propria sede svuotata.
La difesa della Nougayrède
Dal canto suo la Nougayrède si difende dicendo che non poteva rinunciare alle linee guida che il suo incarico le imponeva e che gli attacchi le impedivano di svolgere a pieno il suo lavoro. Pare che circa 400 giornalisti la accusino di passaggio verso il digitale che non è certo un capriccio della direttrice Nougayrède ma una necessità ormai di un mondo sempre più tecnologico e virtuale, la lamentela principale era lo spostamento di 57 di loro dal cartaceo al digitale.
E lei si difende: "La volontà di alcuni membri di Le Monde di ridurre drasticamente le prerogative del direttore del giornale è per me incompatibile con il perseguimento della mia missione."
Dimissioni anche alla direzione del 'New York Times'
Si dimette a sorpresa la direttrice sessantenne del 'New York Times', Jill Abramson. Nessuna motivazione valida per le suo dimissioni ma solo una grande soddisfazione, come afferma, "di aver messo molte donne in ruoli importanti".
Il primo direttore del 'Times' afroamericano
Il fato vuole che le dimissioni della prima direttrice donna del 'New York Times' coincidano con quelle della direttrice del quotidiano nazionale francese 'Le Monde', Natalie Nougayrède.
A sostituire la Abramson ci penserà chi fino a poche ora sa era il managing editor del 'Times' il cinquantasettenne Dean Baquet, cinquantasettenne, primo direttore del 'Times' afroamericano definito dall'editore Arthur Sulzberger Jr "l'elemento più adatto a prendere la guida del 'Times'".