Si era sottoposta ad isterectomia per l'asportazione di utero, tube e ovaie perché soffriva di dolori e forti emorragie. Dopo più di un anno di ulteriori dolori e tante visite al pronto soccorso, da una banale radiografia si scopre che i medici, dopo l'intervento, le avevano lasciato nella pancia due garze e un ferro chirurgico. Questa è l'incredibile storia di Giovanna B., alla quale dopo ben 15 mesi è stato asportato il materiale "dimenticato" lì dai chirurghi durante l'operazione all'utero.
La donna, 40 anni, nel corso di questi mesi si è recata più volte al pronto soccorso in preda a forti dolori: "Di notte mi mancava il respiro, tanto soffrivo", ha raccontato la sfortunata paziente, la quale poi ha aggiunto che la pancia le si gonfiava così tanto da sembrare addirittura incinta. Ogni volta che andava in ospedale, veniva subito rimandata a casa dopo la somministrazione di antidolorifici e calmanti: "Mi dicevano che non c'erano emorragie e mi rimandavano a casa".
Al termine di un lungo calvario e ben sette corse al pronto soccorso, a febbraio finalmente Giovanna B. viene sottoposta ad una radiografia, e a questo punto viene fatta la drammatica scoperta: la donna aveva nell'addome dal novembre del 2012, quando fu operata di isterectomia, due garze di 40 centimetri per 60, e un cuscinetto metallico retratto addominale, lungo 25 centimetri e piegato a L, cioè un ferro utilizzato dai medici durante gli interventi. Il 9 febbraio, il dottor Corsaro sottopone la donna ad una nuova operazione per rimuovere il materiale lasciato nell'addome più di un anno prima. Durante l'operazione, alla signora è stato estratto più di un litro di "ascite", cioè un liquido formatosi nel tempo come reazione alla presenza di corpi estranei nell'organismo.
Giovanna B. ha sporto denuncia contro i medici che l'avevano operata per la prima volta nel 2012. Il Pm della Procura di Vercelli, Pierluigi Pianta, ha dato mandato ai Nas di Torino di svolgere le indagini. Subito è stata sequestrata la cartella clinica della paziente e altri documenti in ospedale. Anche all'interno della struttura ospedaliera è stata aperta un'indagine, per capire come abbia fatto un'equipe medica a dimenticare ben due garze e un ferro chirurgico nel corpo di una paziente, tanto più che, di prassi, al termine di ogni intervento e prima di chiudere le ferite, bisogna contare gli strumenti e tutto il materiale utilizzato.