E' stato un vero e proprio calvario per Eliud Magut, giovane keniota, la maratona del Santo di Padova alla quale ha preso parte. Il corridore, colpito da una crisi ipoglicemica - livello degli zuccheri troppo basso - ha continuato ad andare avanti, mentre gli spettatori assistevano alla scena e i soccorsi non intervenivano. Quando ha cominciato a sentirsi male, il maratoneta era terzo, ha tentato di arrivare al traguardo, ma a circa 200 metri dallo striscione dell'arrivo ha barcollato, ha perso le forze ed è sbattuto contro le transenne.
Soltanto al momento del crollo, Eliud Magut è stato soccorso e portato in ospedale, dove per fortuna sono riusciti a salvargli la vita. A causa delle polemiche sul presunto ritardo dei soccorsi per il maratoneta, l'Associazione che ha organizzato la corsa, "Assindustria sport" di Padova, ha fatto sapere che nessuno ha preso sottogamba le difficoltà del ragazzo. Un medico del 118 ha chiarito che il keniota, appena ha cominciato a manifestare dei problemi, è stato affiancato da un volontario della Protezione Civile che voleva aiutarlo, ma lui ha rifiutato qualsiasi forma di sostegno.
In effetti, Magut ha provato a tagliare il traguardo perché si trovava in terza posizione: la sua scelta non è stata dettata dalla volontà di ritagliarsi un momento di gloria ottenendo la medaglia di bronzo, ma dalla necessità di intascare una modesta cifra in denaro. Per il terzo classificato alla maratona, infatti, c'era in palio un premio in denaro di 600 euro. Purtroppo per lui non è riuscito a farcela, stramazzando al suolo a 200 metri dalla fine della corsa, ma in ogni caso il keniota potrà tirare un sospiro di sollievo per non averci rimesso la vita per un premio equivalente a qualche centinaio di euro.