Una ragazza calabrese è stata vittima di un raggiro che arriva dalle istituzioni e lancia nel caos la giovane al momento del pagamento delle tasse sui redditi. Si trova ad essere gettata nello scandalo 'rimborsopoli' che ha animato il consiglio regionale calabrese.
Una retribuzione fantasma da 12mila euro
Al momento di pagare le tasse sui redditi la giovane calabrese convinta di far parte del ceto operaio si scopre al pari dei grandi manager e registra un reddito mensile da 4mila euro. Una cospicua busta paga che lei però non si è mai vista recapitare.
Presso l'agenzia delle entrate è risultato che nei tre mesi di ottobre, novembre e dicembre, gli ultimi tre mesi del 2013 abbia percepito un compenso di ben 12mila euro.
Collaborava, senza saperlo, con la Regione Calabria
La giovane risultava collaboratrice in un progetto avviato dalla maggioranza del consiglio regionale calabrese. La giovane non possiede infatti alcun contratto ufficiale né ufficioso che dimostri la legittimità di queste entrate, che lei dichiara di non aver mai percepito.
Saranno ora avviati i controlli per verificare la provenienza dei 12mila euro addebitati ma mai percepiti dalla giovane, su cui però quest'ultima è tenuta a pagare la tasse. Sarà di certo verificata la veridicità sulla completa estraneità della ragazza tanto quanto il perché sia stata scelta proprio lei per effettuare il presunto illecito. Il tutto all'interno dell'inchiesta che ha scosso tutta l'amministrazione pubblica calabrese e alcuni membri di essa che oggi siedono in Camera e in Senato.