Le autorità giudiziarie egiziane recentemente hanno confermato la condanna a morte di oltre 180 detenuti, tra cui Mohammed Badie, guida suprema dei Fratelli Musulmani, provocando l'immediata reazione tramite Twitter e Facebook di vari gruppi estremisti che promettevano vendetta.



Tra le tante c'è stata anche quella di Ajnad Misr (Soldati d'Egitto), da sempre attivo attraverso i social media, che ha avvertito di aver già piazzato da tempo diversi ordigni presso il palazzo presidenziale di Abdin, al Cairo, ma di non averli ancora fatti esplodere per non colpire vittime innocenti tra i civili di passaggio.





La prima esplosione odierna ha ferito tre operatori ecologici, allertando immediatamente le forze di sicurezza di stanza nell'edificio. Nella successiva ricerca di altre cariche esplosive un colonnello della polizia rimaneva investito da un'esplosione che lo dilaniava, uccidendolo sul colpo, e feriva altri tre pubblici ufficiali che lo assistevano. Una terza bomba è stata ritrovata, prima che si innescasse, in un giardino pubblico vicino al palazzo presidenziale.

Successivamente la televisione di stato riferirà l'avvenuto decesso di una altro agente di polizia.

Già la settimana scorsa ci sono stati diversi attentati in alcune stazioni della metropolitana, in un tribunale e in un centro telecomunicazioni, che hanno provocato la morte di due persone e ne hanno ferite altre sei, mentre la "Coalizione anti-golpe", movimento che raggruppa diverse sigle terroristiche, che sostiene Morsi e i Fratelli Musulmani, ha annunciato che proprio il 3 luglio sarà "la giornata della collera assoluta che segnerà l'inizio della fine del colpo di Stato" della presidenza di al-Sīsī.

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