Sangue anche in Egitto dove il bilancio delle vittime è di due morti e sei feriti in seguito all'esplosione di ben tre bombe scoppiate vicino al palazzo presidenziale del Cairo. Era il giorno del primo anniversario di tutte le manifestazioni di massa contro l'ex presidente del Paese, Mohamed Morsi.
Le esplosioni
Con l'esplosione della prima bomba sono rimaste ferite tre persone, tre spazzini che si trovavano lì probabilmente a compiere il loro lavoro. Il secondo ordigno ha invece ferito tre agenti che erano alla ricerca di altre bombe da mettere fuori uso ed ha anche ferito un colonnello che si trovava sul posto per lo stesso motivo.
Solo successivamente grazie ai dati riferiti dalla televisione di stato è emerso che con l'esplosione del secondo ordigno era stato coinvolto e ucciso un altro ufficiale delle forze armate. Il suo corpo è stato dilaniato dal potente ordigno. Un terzo è stato poi disinnescato.
L'avvertimento
L'avvertimento della presenza di bombe intorno al palazzo presidenziale era già arrivato da tempo. Il gruppo Jihadista Ajnad Masr aveva rivendicato i molti attentati avventi nella capitale, Il Cairo, ed aveva avvertito la presenza delle bombe come aveva avvertito che non le avevano fatte esplodere per non uccidere dei civili. Cinque esplosioni, avvenute nella settimana scorsa in alcune stazioni della metropolitana, avevano ucciso due persone e ferite altre sei. Gli attentati sarebbero dunque avvenute in seguito alle repressioni avvenute in questo periodo nella città. Sono state confermate 183 condanne a morte.