La notizia di cronaca che da 2 giorni gira su tutti i media è la possibile soluzione del delitto di Yara Gambirasio, di Brembate Sopra. Dopo 4 anni d'indagine l'assassino è stato identificato grazie alla traccia del proprio DNA lasciato sul corpo della piccola vittima, probabilmente nel ferirsi con un coltellino col quale cercava di tagliare gli slip della piccola Yara. Il presunto omicida si chiama Massimo Giuseppe Bossetti, di Clusone (Bergamo), muratore di anni 44, coniugato e padre di 3 figli.

Il cellulare

Fin dall'inizio faceva parte degli indiziati in quanto il suo cellulare era stato localizzato all'interno della cella della zona di Brembate, dove fu trovato il cadavere di Yara.

La calce

Sul corpo della tredicenne di Brembate e nelle vie respiratorie furono trovate tracce di polveri di calce che spinsero gli investigatori ad indagare nel mondo dell'edilizia.

Il DNA

Infine l'estrazione del DNA a cui han fatto seguito migliaia di comparazioni che alla fine hanno portato a identificare Giuseppe Guerinoni, autista di autobus, che si rivelava di essere il soggetto più vicino alla compatibilità. Su di lui furono sentite decine di testimonianze su possibili relazioni con donne del territorio, fino a restringere il campo per individuare la donna dalla quale aveva avuto un figlio, rivelatosi poi il Bossetti incastrato con l'identificazione definitiva attraverso il proprio materiale biologico trovato sul corpo di Yara Gambirasio.

Il fermo

I carabinieri hanno prelevato il Bossetti mentre era al lavoro in un cantiere di Dalmine. Al primo interrogatorio, tenutosi dinanzi al pm Letizia Ruggeri, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli è stato nominato un difensore di ufficio nella persona dell'avvocato Silvia Gazzetti che in una prima dichiarazione ha detto che l'accusa è in merito al delitto di Yara Gambirasio, ma ancora non si sa quando dovrà presentarsi all'udienza di convalida del fermo. Mentre il Bossetti veniva condotto in carcere, moglie e figli fuggono alle riprese delle telecamere.

L' accusa

La tesi dell' accusa sarà di aver seviziato Yara Gambirasio e di averla colpita con tre colpi al capo e con plurime coltellate in diverse regioni del corpo e di averla abbandonata agonizzante nel campo di Chignolo d'Isola, dove la 13enne è stata trovata senza vita il 26 febbraio 2011, a tre mesi dalla sua scomparsa da Brembate di Sopra.

E ci sono altri punti oscuri da chiarire: l'assassino ha agito da solo? Conosceva già la sua vittima oppure si è trattato di un incontro casuale? E che cosa ha scatenato tanta crudeltà?

Massimo Giuseppe Bossetti dovrà spiegare perché il suo DNA era presente sul cadavere della tredicenne di Brembate. Secondo gli inquirenti, le analisi scientifiche dimostrano un grado di compatibilità così elevato tra il materiale biologico ritrovato sul corpo della ragazzina col DNA del Bossetti da non lasciare ombre di dubbio a chi appartiene la mano omicida che la sera del 26 novembre di 4 quattro anni fa spense la giovane vita di Yara Gambirasio.

Giallo politico

Scontro polemico tra la procura di Bergamo e il ministro dell' interno Angelino Alfano.

La procura accusa il ministro del governo di aver diffuso notizie sull'arresto compiuto dai carabinieri che ancora non potevano essere rivelate in quanto il soggetto fermato non è ancora sottoposto ad un' accusa formale.La legge prevede il riserbo a tutela dell'indagato in quanto è ancora da ritenersi presunto innocente.