Massimo Giuseppe Bossetti, dopo giorni di carcere ed essersi trincerato dietro la sua facoltà di non rispondere, davanti al giudice per la convalida del fermo dice la sua verità: "Sono innocente".

Il muratore quarantenne che finora si era rifiutato di parlare, probabilmente dietro un buon consiglio legale, davanti al Gip risponde a tutte le domande fattagli dal giudice e dal procuratore.

Dichiara di non conoscere Yara e la sua famiglia, se non dai giornali. Non si spiega la presenza del suo Dna sugli indumenti della piccola, scoprendo solo ora il suo vero padre, ma soprattutto che la sera dell'omicidio si trovava a casa con la sua famiglia.

Questi gli elementi salienti trapelati dalle mura della procura dal suo stesso avvocato, Silvia Gazzetti, che l'ha riferito alla stampa, sottolineando come il processo servirà a svelare la verità e dipanare qualsiasi dubbio. Uno su tutti la prova regina della Procura ovvero il Dna.

Mentre la gemella del presunto colpevole, Laura Bossetti, si stringe al fratello, concordando sulla sua innocenza e gridando ad un complotto, le prove prima così certe, vacillano se guardate da un'altra ottica.

Esaminiamo le 3 più importanti secondo la procura

  • La polvere di calce ritrovata nei polmoni della vittima. Bossetti è muratore come tanti altri.
  • La cellula telefonica agganciata dal telefonino del Bossetti un'ora prima della morte di Yara nel luogo della sua scomparsa. In realtà la cellula copre una zona molto vasta che raggiunge anche la casa del muratore. Non c'è traccia del suo cellulare, invece, nel luogo del ritrovamento del cadavere.
  • Le tracce del Dna sugli indumenti della piccola. Le prove genetiche, piccole goccioline ora non esistono più, perciò, qualora la difesa volesse chiedere un controesame per verificarne la veridicità, questo sarebbe impossibile, indebolendo il piano accusatorio.

Come si puo' constatare, i giochi non sono chiusi e forse troppo velocemente si è gridato al mostro.

Se Massimo Bossetti sarà il colpevole, lo dovrà stabilire un tribunale e, ne siamo sicuri, ci sarà battaglia tra periti per dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che Bossetti possa realmente essere l'assassino di Yara Gambirasio.