Un'ondata di violento maltempo si è abbattuta sull'India e a farne le spese, nelle ultime ore, sono stati sette poveri bambini, travolti e uccisi dal crollo di un muro. La tragedia è avvenuta nel Madhya Pradesh, stato dell'India centrale, tristemente famoso negli ultimi mesi per episodi di violenza sulle giovani donne. Nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 luglio, forti piogge monsoniche sono cadute sulla penisola indiana e a risentirne sono state soprattutto le persone che vivono nelle baraccopoli, all'interno di dimore costruite con materiali di fortuna.

La baraccopoli situata nel distretto di Burhanpur, era stata eretta a ridosso di un muro di cinta che in passato era stato la parete di un antico tempio Sikh. Proprio questo muro, corroso dagli anni, si è letteralmente sbriciolato sotto le violente piogge abbattutesi sull'India ed è crollato travolgendo e distruggendo tre fatiscenti abitazioni in cui vivevano famiglie di operai. Il capo della polizia distrettuale, Anil Singh Kushwaha, ha avuto il difficile compito di fare un primo bilancio delle persone rimaste sotto le macerie e delle vittime del crollo del muro.

Dopo aver ricordato che la parete del tempio era molto vecchia, Kushwaha ha affermato che le famiglie sono state colte di sorpresa, a notte inoltrata, e che ben sette bambini non sono riusciti a sopravvivere alla caduta dei blocchi del pesante muro sulle loro case. Le piccole e innocenti vittime avevano età comprese fra i sei mesi e i sedici anni. Altre nove persone, invece, sono state recuperate ancora in vita e subito trasportate all'ospedale più vicino dove sono state ricoverate e tenute sotto costante controllo dal personale medico. Purtroppo, però, è giunta notizia che, oltre ai sette bimbi morti, anche altre due persone, esattamente due donne, starebbero lottando tra la vita e la morte nella struttura ospedaliera. Una vera e propria tragedia quella che ha colpito la baraccopoli del Madhya Pradesh, ed ora si spera che il maltempo sia più clemente e non uccida altre persone, soprattutto bambini indifesi.