Il regolamento firmato dalla giunta del Comune di Milano, che ora dovrà passare per l'approvazione del Consiglio comunale, rivoluziona il modo di considerare e di utilizzare i cimiteri, avvicinandosi sensibilmente ad una mentalità anglosassone. A partire dal Monumentale, sarà possibile accedere anche in bicicletta o con dei monopattini elettrici, e verrà consentito di portare al cimitero anche il proprio cane, purché sia al guinzaglio e, nel caso di animali di taglia grande, è necessario che abbiano la museruola. Naturalmente, tutto ciò nel rispetto delle più elementari norme igieniche e di decoro.

Inoltre, verranno realizzate delle piccole aree di ristoro e si organizzeranno spettacoli musicali e culturali. Infine, quando al Monumentale sarà aperto il museo, per i turisti ci sarà la possibilità di recarsi in visita acquistando un biglietto d'ingresso. Con grande orgoglio, l'assessore Franco D'Alfonso ha spiegato che in questo modo i cimiteri diventeranno dei veri e propri "luoghi della memoria", tenendo sempre presente l'attenzione verso la pulizia e l'ambiente. Un po' ricalcando lo stile anglosassone. Ma le novità non finiscono qui.

Il nuovo regolamento per i servizi funebri e cimiteriali del Comune, prevede che le coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali, possano scegliere di essere tumulate nelle tombe di famiglia anche se non si è sposati o consanguinei, e soprattutto non ci sarà più bisogno dell'autorizzazione firmata da tutti i proprietari della cappella familiare.

Ogni cittadino milanese, inoltre, potrà decidere liberamente in quale cimitero essere portato dopo la morte, venendo così a decadere l'obbligo del tumulo nella struttura legata all'ultimo indirizzo di residenza.

Il cambiamento delle norme, prevede anche l'introduzione di controlli ed eventuali sanzioni più severe. Ci saranno multe che varieranno dai 25 euro per chi commetterà infrazioni lievi, come lasciare fiori appassiti su una tomba, fino ai 500 euro previsti per coloro che invece dovessero occupare abusivamente cappelle o sepolcri altrui.