Più che una macelleria sembrava un deposito di droga: un etto e mezzo di hashish, duecento grammi di marijuana e trenta dosi di cocaina hanno trovato i carabinieri, durante un blitz all'interno della macelleria di un agriturismo a Marina Velca, frazione di Tarquinia. Ma le forze dell'ordine, nel corso della perquisizione, hanno rinvenuto pure dei reperti archeologici di grande valore storico. Arrestato il detentore di questo "supermercato" della droga, un 38enne cittadino di Tarquinia già noto ai carabinieri per precedenti penali.

Le sostanze stupefacenti erano ben nascoste tra i diversi tagli di carne: in questo modo, il macellaio riusciva ad eludere qualsiasi tipo di controllo e ad immettere il materiale illegale sul mercato. La grande quantità di droga scoperta durante il blitz avrebbe cominciato a girare entro pochi giorni. I carabinieri sono riusciti ad intervenire in tempo, dopo mesi di accurate indagini e di prove raccolte nei confronti del 38enne arrestato.

Infatti, le forze dell'ordine già da tempo stavano indagando su quell'uomo, tramite appostamenti e pedinamenti. Il blitz è stato deciso quando gli inquirenti si sono accorti che negli ultimi tempi c'era parecchio movimento intorno alla macelleria, con un via vai sospetto di pregiudicati noti ai carabinieri per diversi reati. Durante l'irruzione gli uomini dell'Arma, insieme ad altri agenti in borghese della stazione di Tarquinia, hanno trovato la droga confezionata in una trentina di palline che ben presto sarebbero state cedute ai clienti "speciali" della macelleria dell'agriturismo.

Ma i militari, oltre alla droga, che si aspettavano di trovare, hanno avuto anche una sorpresa. Nei luoghi perquisiti, infatti, hanno trovato dei reperti archeologici di una certa rilevanza. Tra questi, da segnalare un anello molto antico e diversi frammenti di marmo risalenti, probabilmente, ad epoca etrusco - romana. L'esatta datazione e il valore del materiale archeologico sarà stabilito da esperti della soprintendenza dopo accurati studi. Il macellaio venditore di droga, invece, dopo essere finito in manette, è stato tradotto presso il carcere di Civitavecchia.