Un bambino dell'età di appena 5 anni è morto ieri mattina a Alcamo, in provincia di Trapani. Il decesso del piccolo sarebbe avvenuto per una ingestione fatale di farmaci. In un primo momento si pensava che il bambino sfuggito alla custodia della madre avesse preso accidentalmente quei farmaci, il proseguo delle indagini invece a quanto pare, ha lasciato emergere un quadro molto più sconfortante: gli inquirenti sospettano che a somministrare gli psicofarmaci al bambino possa essere stata proprio la madre da tempo affetta da depressione nonostante fosse in cura.
La donna è originaria del Messico, ed è stata interrogata tutta la notte. La prima versione dei fatti su quanto accaduto, non ha convinto gli inquirenti, la donna infatti in un primo momento sosteneva di aver trovato il figlio morto nel lettino. La spiegazione è parsa però subito poco plausibile in quanto difficilmente un bambino di quell'età di sua iniziativa avrebbe potuto aprire la boccetta che contiene il farmaco, essendo sigillata con una specie di chiusura di sicurezza. Insomma c'erano troppe lacune nel racconto della madre del bambino per non far nascere qualche sospetto.
Nell'abitazione i poliziotti avrebbero trovato anche una lettera in cui traspare la volontà della donna di farla finita e di trascinare anche il figlio in questo proposito, e in cui dava disposizioni chiedendo che non venisse eseguita l'autopsia sul suo corpo e quello del bambino.
A dare l'allarme è stata la madre ieri alle 8 quando entrando nella sua stanza ha rinvenuto il piccolo privo di vita. La madre ha quindi preso a disperarsi cominciando ad urlare richiamando così l'attenzione dei vicini che hanno chiamato i primi soccorsi. Purtroppo però l'intervento del 118 non è servito a nulla perché il cuore del piccolo aveva già cessato di battere.
A quanto emerge dalle indagini, pare che la donna, che svolgeva lavori saltuari di cuoca e badante, soffrisse di depressione da quando aveva interrotto la relazione con il marito che invece viveva in Germania.