Sequestrato e torturato il giornalista filorusso Serghei Dolgov di cui non si avevano notizie da più o meno un mese. Era stato sequestrato il 18 giugno e il suo corpo è stato trovato senza vita stamattina. A renderlo noto è Konstatin Dolgov, co-presidente dell'organizzazione separatista Fronte popolare Novorossia. Su Facebook Konstatin Dolgov, scrive che la vittima era il direttore del giornale "Voglio tornare all'Urss". La testata raccoglieva infatti tutti le informazioni e le news, sulle violazioni dei diritti umani nel conflitto che sta avvenendo nella parte orientale del paese.

Purtroppo non si tratta del primo giornalista filorusso che viene ucciso negli scontri della guerra nell'est del Paese. Alla fine del mese di maggio era stato ucciso Andrea Rocchelli un fotografo di trent'anni morto in un conflitto a fuoco.

Le innumerevoli richieste di asilo politico

La guerra che sta distruggendo l'ex repubblica sovietica prosegue senza tregua. Un attacco che ha portato stragi e morti senza fine. Trenta miliziani sono morti al confine con la Russia mentre nella notte sarebbe stato sbloccato all'aeroporto di Lugansk. I problemi del conflitto ci sono anche per quanto riguarda le tantissime richieste di asilo politico. A chiedere lo stato di asilo politico sono stati circa 30mila ucraini in Russia.

A rendere noto l'alto numero di richieste è il capo del servizio federale per l'immigrazione. A raggiungere le regioni russe di confine sono invece ben 500mila ucraini.

L'Ucraina chiede sanzioni pesanti contro la Russia

E nonostante bilanci disastrosi, la tensione continua ad aggravarsi e a salire. Secondo Mosca, due giorni fa, un proiettile ha colpito e ucciso un cittadino russo al confine dell'est del paese. Il Cremlino lo definisce un atto molto aggressivo proprio contro la sovranità della Russia. Dall'altro lato invece c'è il presidente ucraino, Petro Porošenko, che chiede misure più drastiche e sanzioni più pesanti contro la Russia, un accusa soprattutto collegata al fatto che il Cremlino pare abbia superato il confine stabilito e di aver attaccato anche un soldati dell'Ucraina.