Si metteva in malattia, con l'ausilio di medici compiacenti, e andava a lavorare come bagnino in uno stabilimento balneare in Calabria. Purtroppo per lui, un vigile urbano di Milano, Mirko Direnzo, ha pubblicato sul suo profilo Facebook delle foto in cui appariva in costume da bagno e in piena salute proprio durante i giorni in cui, invece, per il comando dei vigili di piazza Beccaria era ammalato a causa di alcuni piccoli incidenti avvenuti sul lavoro.

Condannato per truffa ai danni dello Stato, il vigile - bagnino dovrà scontare un anno e mezzo di carcere e pagare una multa da 800 euro. Insieme a lui, sono stati puniti anche i due medici che avevano realizzato falsi certificati: per loro un anno e tre mesi di carcere, e sette mesi di reclusione, più multe per 600 e 200 euro. A partire dall'estate del 2006 (anno per il quale non è stato condannato perché il reato è finito in prescrizione), il poliziotto comunale, per tre estati, si era messo in malattia e, mentre percepiva regolarmente lo stipendio, era in "servizio" presso la spiaggia di Guardia Piemontese, provincia di Cosenza, dove da bravo bagnino apriva ombrelloni, sistemava sedie sdraio e lettini e tirava dal mare i pattini. Tutto ciò, mentre i medici dichiaravano il falso, dicendo che il vigile non era ancora guarito da vari infortuni procurati sul lavoro.

La distrazione, però, ha portato Direnzo a pubblicare sul suo profilo Facebook delle fotografie in cui appare in spiaggia nell'intento di lavorare come bagnino nel periodo in cui per la polizia municipale milanese era in malattia, e un collega l'ha scoperto, segnalando l'anomalia all'ufficio Affari interni della polizia locale. Da qui, è partita un'inchiesta gestita dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, il quale ha inviato degli agenti in borghese allo stabilimento balneare dove era impiegato il vigile; sono stati realizzati dei video che hanno rappresentato delle prove schiaccianti della truffa. Del resto, Direnzo da ben tre estati era tranquillo, perché i medici gli mettevano a disposizione dei certificati che consigliavano alcuni mesi di riposo per guarire da traumi procurati mentre era in servizio a Milano.