In Iraq si sta consumando un vero e proprio dramma. Da giorni nel Paese arrivano notizie scioccanti. Fucilazioni, esecuzioni con pistola alla tempia, crocifissioni: una situazione epica nella sua drammaticità. Gli USA stanno intervenendo con RAID aerei e il presidente Obama, ieri, ha dichiarato : "Vogliamo scongiurare un genocidio, e che il progetto in Iraq sia di lungo termine, il problema non sarà risolto in settimane". È un guerra di religione: l'ennesima. 50 mila persone fuggite dalla città di Sinjar si sono rifugiate sulle montagne. "Yazidi minacciati di morte: sono perseguitati dallo Stato islamico e vanno salvati al più presto" ha dichiarato la parlamentare irachena Vlan Dakhil.
Gli yazidi sono una piccola minoranza etnico religiosa, curdofona seguace di una religione pre-islamica, in parte derivata dallo zoroastrismo. Quella yazidica è una delle religioni più antiche a memoria d'uomo, vecchia di almeno 4.000 anni. È praticata, oltre che in Iraq, anche in Siria, Turchia, Gerogia, Armenia e Iran. Sono perseguitati dai fondamentalisti islamici in quanto essi adorano "un angelo decaduto: il diavolo". In 500 sarebbero già stati uccisi, a testimonianza di questo massacro ci sarebbero delle foto che documentano le fosse comuni. Alcuni, tra cui anche vecchi e bambini pare siano stati sepolti vivi, in un massacro che non sembra rallentare. I curdofoni, accusati di adorare il demonio, stanno ricevendo aiuti aerei da Francia, Usa e Gran Bretagna: acqua, cibi con alto contenuto proteico per persone che sono ormai allo stremo delle forze, intrappolate tra le montagne e l'esercito dello Stato Islamico.
Almeno ventimila, nella giornata di ieri, sono riusciti ad essere portati in salvo attraverso un corridoio aperto dai Peshmerga curdi. Le manovre politico-diplomatiche di questi giorni puntano ad un governo di unità nazionale. Ma nel frattempo Al Abadi è stato incaricato di formare governo, lo riferisce Al Jazira. Anche il ministro degli esteri italiano Mogherini è intervenuto sulla questione irachena, e pare che insieme al ministro omologo, francese, Laurent Fabius, abbiano scritto al capo della diplomazia europea sulla possibilità di fornire le armi ai curdi, che si trovano ad affrontare i jihadisti dell'Isis. Una situazione drammatica, dunque, che per il momento non vede la parola fine. Ci vorranno settimane, se non di più, prima che il massacro si fermi. Sembra incredibile che tutto ciò possa avvenire ancora oggi, nel 2014, è quindi auspicabile un intervento congiunto dell'UE e degli Usa, che già si stanno muovendo portando aiuti ai fuggiaschi.