Pur di fare sapere la verità, Fabrizio Corona si dice disposto a sacrificare tutto, persino la vita stessa. Si apprende il rabbioso e disperato contenuto dell'ultima lettera che Fabrizio Corona ha scritto dal carcere - in cui è rinchiuso da più di un anno - tramite la lettura che ne fa sua madre Gabriella ospite in una trasmissione televisiva su La7.

L'ex re dei paparazzi racconta di non riuscire a dormire e rivela di essersi ritirato da ogni attività, mangia poco e impreca leggendo la sua sentenza. "Sono disposto a morire per avere riconosciuta la mia giustizia, perché sia raccontata la verità dei fatti" afferma e aggiunge che quanto è accaduto a lui, ossia l'ingiustizia subita, potrebbe accadere ad ogni comune cittadino, quindi a ognuno di noi. Racconta di aver trascorso tre mesi e mezzo in "carcere preventivo", prima della condanna quindi, e di aver vissuto quei giorni e quelle notti in compagnia di un "boss della 'ndrangheta": "Quella carcerazione mi ha rovinato la vita."

Entra poi nel merito della sua sentenza, dimostrandosi allibito per certi dettagli della sua sentenza. Di sé ammette di non essere uno "stinco di santo" ma ritiene che il periodo già scontato in carcere sia sufficiente in rapporto ai reati commessi. Insomma, ritiene di aver pagato il suo debito e crede che ormai sia tempo di ridargli la libertà: "La vita è una sola e non si può marcire dentro una cella". E al termine della lettera torna sul drammatico appello lanciato in apertura: "Voglio giustizia e sono pronto a sacrificare tutto. Anche la mia vita."

Molte personalità autorevoli del mondo della cultura ritengono che la pena attribuita a Fabrizio Corona sia eccessiva per i reati di cui si è reso responsabile. Sul fronte del "fuori misura" della pena, Marco Travaglio fa una considerazione ulteriore confrontando il trattamento riservato a Berlusconi con quello riservato all'ex re dei paparazzi. E il giornalista tramite "Il Fatto Quotidiano" chiede pubblicamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la grazia per Corona. Per la prima volta Travaglio e Filippo Facci la pensano nella stessa maniera, Facci infatti spiega: "La condanna a 13 anni è un eccesso, la giustizia non gli ha perdonato nulla. Assurdo pretendere che non reagisca. Napolitano deve intervenire". E a sostegno della grazia ci sono altri volti noti come Oliviero Toscani, Rosario Fiorello, Vittorio Sgarbi, Mara Venier, Piero Chiambretti, Pupi Avati.

Qualche giorno fa Federico Corona, fratello di Fabrizio, ha spiegato ai giornalisti che tramite gli avvocati stanno lavorando sull'idea di chiedere la grazia: "C'è una grossa differenza tra i reati commessi da mio fratello e da quelli al 41bis... vederlo come un 'ndranghetista è davvero una cosa che non possiamo accettare".
Segui la nostra pagina Facebook!