Nonostante la proclamazione della tregua umanitaria, continuano bombe ed esplosioni nella Striscia di Gaza e a farne le spese sono anche i reporter che lavorano lì sul campo. A pagare con la vita stavolta è stato un giornalista italiano, iscritto all'albo dei giornalisti professionisti dal 2008. Il giornalista è rimasto ucciso in seguito ad un'esplosione di un missile israeliano nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Ma purtroppo non è l'unico. Oltre al nostro connazionale Simone Camilli, hanno perso la vita altre sei persone di cui un altro giornalista e cinque artificieri palestinesi che stavano lavorando rapidamente per disinnescare l'ordigno che gli è costato la vita.
Secondo le fonti le vittime sono rimaste colpite da un missile israeliano che non era esploso e che era in via di disinnescamento.
Il cordoglio della Mogherini
Ad intervenire rapidamente sull'accaduto è stato anche il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che ha subito espresso il suo cordoglio per la morte del nostro giornalista. Il ministro definisce inoltre l'accaduto come una tragedia per la famiglia ma anche per il nostro Paese poiché per l'ennesima volta è un giornalista che deve pagare le conseguenze di una guerra che va avanti da troppi anni mentre compie il suo lavoro. Per la Mogherini, la morte di Simone Camilli dimostra ancora una volta come occorre cercare una rapida soluzione al conflitto che sta distruggendo il Medio Oriente.
Infine esprime le condoglianze a nome suo e a nome dell'interno governo.
Chi era simone Camilli?
Simone Camilli aveva soli trentacinque anni, reporter italiano e figlio dell'ex giornalista Rai, Pier Luigi Camilli, sindaco di Pitigliano che si trova in provincia di Grosseto e direttore della scuola di giornalismo suor Orsola Benincasa. Il giornalista, da poco padre di una bimba, aveva maturato grande esperienza sul campo proprio ad Israele grazie ai lavori come reporter e video reporter con agenzie internazionali tra le quali spunta il nome della Associated Press.