Dopo 25 giorni di guerra, 1450 morti (secondo le fonti Palestinesi) 80% dei quali civili, tra cui 250 bambini, 8000 feriti e secondo fonti Onu la bellezza di 400.000 sfollati, uno spiraglio di luce in prospettiva della pace finalmente si intravede. Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco umanitario di 72 ore, il primo accettato da tutte e due le fazioni in ostilità, in vigore da oggi.

Delegazioni di entrambi le parti in conflitto, invitate dal governo egiziano, andranno al Cairo per i colloqui. Stati Uniti e Onu in un comunicato congiunto firmato dal Segretario di Stato americano John Kerry e dal Segretario Generale dell'Onu Ban Ki Moon, fanno sapere di avere avuto rassicurazioni sul rispetto del cessate il fuoco umanitario incondizionato, durante il quale si lavorerà per il raggiungimento di una tregua più lunga.

72 ore di speranza per la pace.

Al Cairo sono invitate tutte le entità di resistenza palestinese, compresa l'organizzazione per la liberazione della Palestina. Obiettivo dei colloqui è raggiungere un accordo che fermi l'offensiva israeliana Margine Protettivo (che presenta un bilancio più pesante dell'operazione Piombo Fuso del 2009) e ponga le basi per la nascita di uno Stato palestinese. Le 72 ore di tregua serviranno principalmente comunque per dare modo ai soccorsi umanitari di dare una mano ai civili della Striscia coinvolti in una catastrofica emergenza, a riparare le strutture primarie per acqua e luce, a fare provviste alimentari, a curare i feriti e seppellire i morti.

Solo ieri l'esercito israeliano aveva richiamato 16.000 riservisti supplementari da affiancare alle forze già in campo, provocando la reazione dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, che da Washington ha accusato gli Stati Uniti di fornire mezzi e artiglieria pesante per un miliardo di dollari, per creare una rete di protezione ai civili israeliani contro i razzi lanciati dai gruppi palestinesi, e non fa la stessa cosa in protezione dei civili di Gaza contro gli attacchi lanciati dall'esercito israeliano.