Il temuto massacro è arrivato. Emerge tutto l'orrore che si sta seminando in Iraq, dove sarebbe in corso una vera e propria mattanza delle minoranze religiose. Un varco aperto sulle aride montagne del Sinjar dai combattenti curdi, ha permesso ad almeno la metà dei circa 40.000 yazidi in fuga di mettersi in salvo, ma per circa 500 persone, in larga parte donne e bambini è stato un massacro. Sepolti vivi in fosse comuni, questo il loro destino. Lo ha riferirlo il ministro per i Diritti Umani dell'Iraq, Mohammed Shia al Sudani, che ha accusato del massacro lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.
Il ministro dichiara di avere le prove che si tratta di donne e bambini, e aggiunge inoltre che altre 300 donne sono state rapite per essere rese schiave. Intanto i bombardamenti americani continuano, caccia e droni sono al lavoro per colpire veicoli, artiglieria e postazioni dei miliziani Isis. Nella notte sono partiti dalla Gran Bretagna i voli con gli aiuti umanitari che hanno sorvolato le montagne del Sinjar lanciando acqua e cibo alla popolazione in fuga dalla violenza jihadista.
Anche Francia e Italia si aggiungeranno nelle prossime ore alla lista dei paesi che porteranno aiuti umanitari in Iraq. La situazione della popolazione in fuga è drammatica, nessuno può tornare indietro perché cadrebbe nelle poco amichevoli mani dei miliziani dello Stato Islamico che ha bruciato case e occupate terre; il versante opposto è invece impraticabile per le insidie dei monti.
Affamati, provati, assetati, tutti guardano dunque all'insù in attesa che gli "angeli del cielo" provvedano alla loro difficile sopravvivenza. Continua a farsi sentire intanto la voce di Papa Francesco, dall'Angelus in Piazza San Pietro ai fedeli, e da i tweet inviati dall'account "@ Pontifex": " Migliaia di persone cacciate dalle loro case, bambini morti di sete e fame durante la fuga, violenze e distruzioni di ogni tipo, anche di patrimoni religiosi, storici e culturali, tutto questo offende Dio e l'umanità" è il grido accorato del Santo Padre.