Jay Adams, pioniere e leggenda californiana dello skateboard, era stato ricoverato venerdì scorso in un ospedale di Puerto Escondilo a causa di forti dolori al torace. E' la sua manager Susan Ferris a comunicare la triste notizia: "Jay non ha mai avuto problemi cardiaci, siamo sotto shock". Nato nel 1961 a Venice in California, insieme agli amici Stacy Peralta e Tony Alva fondò il team di skater Z-Boys, che negli anni settanta rivoluzionò questo sport, soprattutto nelle acrobazie e nell'estetica, ispirandosi ai movimenti del surf. Joy Adams fa carriera come skater e surfista diventando precocemente un idolo in queste discipline sportive, ma negli anni ottanta la sua fama comincia a deteriorarsi a causa di vari problemi con la giustizia che, per circa un decennio, lo videro entrare e uscire ripetutamente dalla prigione. Fu accusato di istigazione all'omicidio per l'aggressione a un ragazzo omosessuale, Dan Bradbury, che morì per il pestaggio nel 1982 a Los Angeles, ed ebbe anche problemi di droga. Negli anni '90, dopo la morte violenta del fratello e il decesso, nello stesso anno, di entrambi i genitori, Jay Adams attraversò il lungo tunnel dell'eroina, ma negli ultimi anni aveva trasformato totalmente la sua vita, come testimoniato dai suoi amici. Nel 2005, nel corso di un'intervista con il Florida Times-Union, affermò che molti dei suoi problemi erano stati causati proprio dalla fama precoce e dalla paura di invecchiare che già lo tormentava prima dei 30 anni. La storia della sua vita è stata descritta nel pluripremiato documentario "Dogtown and Z-Boys", che Stacy Peralta ha scritto e diretto nel 2001. Quattro anni dopo Peralta fu tra gli sceneggiatori del film "Lords of Dogtown" diretto da Catherine Hardwicke, un dramma semi-immaginario, basato sulla storia di un gruppo di teppisti di strada, del quartiere di Dogtown di Santa Monica, che nel 1970 formò gli Z-boys. Grazie alla grande popolarità ottenuta dal film, Adams riacquistò la sua notorietà ancora una volta e tornò al suo primo amore, lo skateboard.