È una guerra spietata e intrisa di gratuita crudeltà e ricatti quella tra gli Stati uniti e Isis, gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico, in quella che è stata denominata la nuova campagna di terrore. Lo dimostra il video spietato in cui si susseguono le immagini della decapitazione di James Foley, giornalista 40enne freelance di Boston che era stato rapito nel gennaio del 2013 in Siria. Il video, che dura meno di 5 minuti, ha come titolo "messaggio all'America" e fa chiaramente riferimento, attraverso alcune scritte in arabo ed in inglese in sovraimpressione, ai recenti raid aerei autorizzati da Obama negli ultimi giorni.

Le immagini riportano Foley in ginocchio in una località nel deserto, indossa una tuta arancione e alle sue spalle c'è un uomo vestito interamente di nero in piedi e col volto coperto. È Foley stesso a parlare in video contro la guerra in Iraq, mentre il suo boia in inglese si rivolge direttamente al presidente americano e lo invita a rinunciare ad ogni forma di aggressione contro di loro e ogni nuovo attacco riceverà in risposta un nuovo bagno di sangue. Successivamente il terrorista inizia la decapitazione con un coltello, tagliando energicamente il collo di James. Nelle immagini successive, Foley appare decapitato e la sua testa è poggiata sul suo corpo riverso a terra. L'orrore del video diffuso da Isis è una chiara minaccia agli Stati Uniti che vengono accusati di essere i soli colpevoli della morte del giornalista e di avere anche la responsabilità della sopravvivenza di altri ostaggi, primo tra tutti Steven Joel Sotloff, corrispondente del Time, di cui non si hanno più notizie dall'agosto del 2013.

La madre di Foley, Diane, si dichiara "orgogliosa di lui", un figlio che ha dovuto sacrificare la sua vita per portare testimonianza al mondo intero del dramma che sta vivendo il popolo siriano. Ha reso pubblico il suo pensiero sul suo profilo Facebook, implorando i sequestratori di evitare altri orribili uccisioni di innocenti che nulla hanno a che vedere con le questioni politiche tra gli Stati Uniti ed il resto del mondo. I frammenti del video diffusi sono ancora pochi ed intanto l'Intelligente americana sta lavorando per verificare l'autenticità del video, secondo quando annunciato dalla portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Americana, Caitlin Hayden, che esprime anche le condoglianze alla famiglia e agli amici di Foley.