Sarà necessario l'esame del DNA per definire gli ultimi dubbi sui resti umani (ossa), ritrovati in fondo ad un pozzo a Matino in provincia di Lecce. Il ritrovamento dei resti, sembra fortemente legato alla sparizione di Ivan Giorgio Regoli, un giovane di 30 anni, scomparso il 12 settembre 2011. Le ossa sono state rinvenute in località Sant'Anastasia nelle campagne di Matino (LE) in fondo ad un pozzo e ad avvalorare le ipotesi degli investigatori sono alcuni effetti personali appartenenti a Regoli, che sono stati riconosciuti dai familiari come ad esempio una maglietta nera con stampato un disegno viola, un paio di scarpe da ginnastica e un paio di bermuda di colore nero.
Giorgio Regoli si era allontanato da casa nel pomeriggio del 12 settembre di tre anni fa e non aveva più fatto ritorno, aveva portato con sé il suo cellulare, che però da subito risultò spento, i familiari avevano subito escluso che si trattasse di un allontanamento volontario, la mamma Antonia infatti non ha mai smesso di cercare notizie utili al ritrovamento del figlio, tanto da andare a chiedere aiuto alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" .
Il Procuratore Aggiunto di Lecce Antonio De Donno, ha conferito al medico legale Alberto Tortorella, il compito di esaminare le ossa ritrovate per consegnare al tribunale e ai familiari la certezza che quei resti appartengono ad Ivan. Allo stato attuale, l'unica persona iscritta nel registro degli indagati è Antonio Cultura, 43enne di Parabita un comune limitrofo a Matino.
L'indagato era stato accusato un anno dopo la sparizione di Regoli a causa di alcune tracce di sangue ritrovate nella sua auto (una vecchia Fiat Punto) che però avevano dato esito negativo e i Carabinieri della vicina Compagnia di Casarano stavano ancora indagando per risalire alla verità. Per una strana coincidenza però, il terreno dove si trova il pozzo del ritrovamento, sarebbe di proprietà della sorella dell'indagato e su questo dato stanno proseguendo le indagini degli inquirenti.