Un caso che il Commissario Montalbano non si sarebbe fatto sfuggire, quello di tre giovani donne che, nel cuore della notte, sono state aggredite da un uomo che ha cercato di violentarle. Soprattutto, il tentato stupro avrebbe coinvolto ancor di più il celebre poliziotto dei romanzi e della televisione, perché le turiste si trovavano nei pressi della casa di Marinella utilizzata nelle riprese della fiction proprio come residenza di Montalbano. Le tre romane, approfittando del periodo estivo, avevano deciso di trascorrere le vacanze in provincia di Ragusa, nei luoghi in cui si svolgono le vicende del celebre Salvo Montalbano. Sono andate in giro per le varie zone e stradine di cui hanno letto nei romanzi di Camilleri e che hanno spesso visto in televisione, e quando sono giunte nei pressi della spiaggia di Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina, hanno deciso di piantare la tenda e di trascorrere la notte di fronte alla casa di Marinella, celebre residenza di Montalbano. Purtroppo, però, quell'emozionante e bellissimo soggiorno si è tramutato in una pessima vicenda.

Mentre erano in tenda e dormivano, le donne romane sono state aggredite da un uomo. Questo si è gettato su una di loro, una 37enne, con l'intento di violentarla. La donna, svegliatasi di soprassalto, per lo spavento ha cominciato ad urlare con tanta forza. Le grida hanno svegliato le altre due amiche le quali, resesi conto della situazione, si sono avventate sull'aggressore cercando di cacciarlo. Per fortuna, due venditori ambulanti del Bangladesh si sono resi conto che le turiste erano in pericolo e si sono lanciati anche loro sull'uomo, che a quel punto se n'è scappato. Nonostante il grande spavento, la 37enne non è stata violentata, grazie soprattutto all'aiuto e all'intervento dei venditori ambulanti. La squadra Mobile di Ragusa è riuscita a rintracciare l'aggressore, un uomo di origini tunisine, il quale si era nascosto in un casolare sempre nella zona di Punta Secca. I poliziotti l'hanno arrestato con l'accusa di violenza sessuale e tradotto nel carcere di Ragusa.