Massima allerta nel sudovest del Giappone per il tifone Halong. Il tifone, accompagnato da venti fino a 200 km/h, forti precipitazioni e onde di oltre 10 metri sulla costa, questa mattina ha raggiunto l'isola Shikoku, già colpita nello scorso week end da un'altra tempesta. Sono stati cancellati 470 voli, la maggior parte dei traghetti e dei treni sono stati sospesi, mentre le autostrade sono state chiuse in più punti. A Tokushima, città dell'isola, le autorità locali hanno raccomandato l'evacuazione di circa 44.000 abitanti.

Nella regione di Mie, a circa 300 km a ovest di Tokyo, l'Agenzia Metereologica giapponese ha allertato la popolazione per il rischio di piene, inondazioni e smottamenti dovuti al passaggio del tifone. Si teme che il tifone possa provocare morti e ingenti danni. Le autorità delle città di Yokkaichi e Suzuka, nel nord della regione di Mie, hanno "consigliato" l'evacuazione di circa 512.000 abitanti. L'avvicinarsi del tifone ha già portato forti venti e piogge sul Giappone occidentale, che hanno causato venti feriti.

Il tifone Halong, il terzo super ciclone della stagione 2014, ha fatto un percorso differente dal tifone Neoguri, che proprio un mese fa provocò la morte di tre persone nelle Isole Ryukyu, Okinawa, con più di 500.000 persone evacuate in gran fretta. Halong non ha, infatti, colpito in modo diretto le Isole Ryukyu. Si prevede che nel pomeriggio perderà forza dopo aver attraversato le catene montuose del sud del Giappone.

Nel frattempo il super tifone Genevieve, un tifone di Categoria 5 rimane in azione più a Est non andando fortunatamente a minacciare la terraferma. Genevieve è presente sull'Oceano Pacifico da quasi una settimana, ma il suo sviluppo da uragano di categoria 1 ad uragano di categoria 5 è stato molto rapido. Per via della maggiore vicinanza alle coste asiatiche, rispetto a quelle americane (Isole Hawaii escluse) Genevieve ha assunto lo status di super-tifone, ed è in grado di scatenare raffiche di vento prossime ai 300 km/h, dato che ha raggiunto il massimo della scala Saffir-Simpson, la scala che misura l'intensità degli uragani, da un minimo di 1, fino ad un massimo di 5, come i famigerati Katrina (Agosto-Settembre 2005, più di 1000 morti negli Stati Uniti) ed Hayan (Filippine, Novembre 2013, oltre 6000 morti).

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