Chi ha visto il toccante film drammatico sull'Olocausto "Il bambino con il pigiama a righe (The Boy in the Striped Pyjamas)" - uscito nel 2008, diretto e sceneggiato da Mark Herman, che lo ha trasposto ispirandosi all'omonimo romanzo di John Boyne, che parla di due bambini, uno ebreo nel lager, l'altro tedesco benestante, che stringono un'improbabile e miracolosa amicizia divisa solo da una rete - avrà sicuramente pensato che il pigiamino per bambini lanciato dal brand spagnolo Zara somiglia fortemente a quello indossato da uno dei protagonisti.

E più in generale, da tutti i bambini ebrei crudelmente rinchiusi nei lager per essere soppressi. Ma a pensarla così non sono stati solo i cinefili, bensì, più in generale chi ha vissuto in prima persona quei momenti e chi cerca di perpetuare le loro cruenti vicende nel passar del tempo.

Le magliette, a strisce bianche e blu orizzontali, sono apparse per poco tempo sul sito web della compagnia; giusto il tempo che le polemiche spingessero la società a ritirarle. La quale si è difesa affermando che la stella gialla è ispirata a quelle degli sceriffi dei western, anch'essa a sei punte.

Ma oltre alla stella, anche il pigiamino è eccessivamente identico a quello indossato dai bambini ebrei. Ma non è la prima volta che succede. Sette anni fa, nel 2007, la spagnola Zara, molto diffusa anche da noi in Italia, fu duramente criticata per aver messo in vendita una borsa con ricamata sopra una svastica troppo simile al simbolo Nazista. In quell'occasione la compagnia si difese dicendo che era stata aggiunta da un fornitore a loro insaputa.

Un po' troppo poco come scusante. Che la Zara abbia davvero simpatie naziste oppure è sempre e solo pura casualità?

Zara è un marchio di abbigliamento e accessori con sede ad Arteixo in Galizia, nel nord della Spagna, fondato nel 1975 da Amancio Ortega e sua moglie Rosalía Mera. Controlla anche altri noti marchi, tra cui Massimo Dutti e Pull and Bear. In Italia è presente con ben 90 negozi, più 11 che riguardano solo i bambini: "Zara kids".

Il nostro Paese si piazza così al quarto posto per presenze del marchio, dopo ovviamente Spagna, Cina e Francia.

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