L'inchiesta sulla nube chimica che ha causato quattro morti ad Adria muove i primi passi, con l'iscrizione degli indagati nel registro aperto dal pm Sabrina Duò per omicidio colposo plurimo. Un atto dovuto, per garantire chi è oggetto d'indagine nel momento in cui viene conferito l'incarico per le autopsie, oltre che per gli altri adempimenti tecnici dei consulenti. I nomi il magistrato non li ha rivelati, ma almeno tre di essi dovrebbero corrispondere ai legali rappresentanti dell'azienda di rifiuti in cui è avvenuto l'incidente; c'è poi Rossano Stocco, l'operaio-eroe che ha tratto in salvo un quinto dipendente, Massimo Grotto, strappandolo alla nube di anidride solforosa. Indagato perché, attraverso una propria società, è titolare della grande vasca sul cui bordo si è sviluppata la nube chimica. Infine, il magistrato ha fatto capire che potrebbe esservi un'altra persona coinvolta, senza però fornire ulteriori elementi.
Oggi intanto sarà effettuato l'esame autoptico sulle vittime, Nicolò Bellato, 28 anni, e Paolo Valesella, 53, entrambi di Adria, Marco Berti, 47, di Mardimago (Rovigo), e Giuseppe Baldan, 47, di Campolongo Maggiore (Venezia), l'uomo alla guida del camion che trasportava l'acido solforico.



Una volta che il magistrato avrà dato il nulla osta per la restituzione delle salme ai familiari, i funerali potrebbero tenersi in forma congiunta nella cattedrale di Adria. Ed è stato dichiarato fuori pericolo proprio Massimo Grotto, 47 anni, rimasto per alcune ore in coma farmacologico in seguito all'intossicazione da anidride solforosa. È ancora in rianimazione all'ospedale di Adria, ma i medici hanno definitivo buone le sue condizioni generali. Ieri è stato anche il giorno dell'omaggio della Camera dei Deputati ai quattro morti di Adria. L'aula di Montecitorio ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. «Al di là delle responsabilità che andranno accertate da chi di competenza - ha detto la presidente Laura Boldrini - questa vicenda pone ancora una volta all'attenzione di tutti il drammatico tema degli incidenti sul lavoro, al quale bisogna dare risposte». Risposte della sicurezza che chiederanno sempre oggi i sindacati di Cisl e Uil nell'incontro che i due segretari provinciali hanno chiesto con il Prefetto di Rovigo. Ieri la Uil aveva sottolineato con preoccupazione che dall'inizio del 2014 si sono già contati 24 morti sul lavoro in Veneto.