Saranno celebrati martedì pomeriggio, 30 settembre, nella chiesa della Madonna di Pompei, ad Aragona (in provincia di Agrigento), i funerali di Laura e Carmelo Mulone, 9 e 7 anni, i due fratellini morti ieri travolti da tonnellate di fango e metano esploso, come mai era successo prima, dai vulcanelli nella riserva naturale di Maccalube. "La scelta della chiesa - ha detto don Salvatore Falzone, il cappellano militare dell'Arma dei carabinieri della Legione Sicilia - è stata decisa dalla madre dei piccoli perché - ha detto il sacerdote - è il luogo dove i bimbi hanno fatto il catechismo e al quale erano molto affezionati".

''Il giorno dei funerali di Laura e Carmelo lutto cittadino per Aragona", ha detto il sindaco del piccolo paese dell'Agrigentino Salvatore Parello che ieri ha detto che "in questi momenti di grande dolore non è il caso di fare polemiche" riferendosi alla polemica sulla gestione della riserva naturale della Maccalube scoppiata tra Regione e Legambiente che gestisce la riserva. Stamattina nel luogo della tragedia sono arrivati alcuni bimbi accompagnati dai genitori che appendendo dei pupazzetti e dei messaggi sulla recinzione che delimita la riserva naturale dei vulcanelli hanno voluto ricordare Carmelo e Laura, gli amichetti tragicamente scomparsi durante quella che doveva essere una giornata di allegria e spensieratezza.

I genitori dei piccoli, distrutti dal dolore, hanno passato la notte all'ospedale di Agrigento confortati dai familiari. Il papà di Carmelo e Laura, Rosario Mulone, carabiniere in servizio nella stazione di Joppolo Giancaxio, si trova attualmente nel reparto di Medicina Riabilitativa dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Un padre che non riesce a darsi pace dopo aver visto morire i suoi figli mentre insieme a lui erano in gita alla Maccalube, per "vedere la terra che bolle" ed esaudire quel desiderio espresso dal piccolo Carmelo per il suo compleanno. La mamma dei piccoli, Giovanna Lucchese, in questo momento non è accanto al marito e pare, secondo quanto riporta l'Ansa, che in mattinata abbia lasciato l'ospedale.

"Ripete sempre la stessa frase e non riesce a darsi pace: 'perché non sono riuscito a liberarli', si chiede con disperazione Rosario Mulone. A riferirlo all'Ansa è il cappellano militare dei carabinieri della Legione Sicilia, don Salvatore Falzone, rimasto in ospedale fino a tarda notte e poi tornato stamane in ospedale ad Agrigento per dare conforto a Rosario e alla moglie Giovanna.

Intanto su Facebook sono migliaia i messaggi di cordoglio alla famiglia e rabbia per la tragedia delle Maccalube, dove si accende il dibattito sulla gestione della riserva e le misure di sicurezza. Secondo Bartolo Cataldo "i fenomeni naturali straordinari e spettacolari come in questo caso, si fanno osservare a misura di sicurezza non si ci fa camminare di sopra, qualcuno si deve prendere le responsabilità di questa tragedia che ha coinvolto due ignari bambini!".

Per Adriana Capraro "in quella zona non ci sono edifici o altro è un paesaggio spettrale che anche se 'bello' ti incute paura e al tempo stesso soggezione. Tragedia evitabile se solo si facessero osservare i crateri da zone più sicure anziché fare camminare sopra". "La natura prima o poi si riprende i suoi spazi", secondo Paola Rita Brunetto. "Non mi sento di dar colpa a nessuno. É stata sicuramente una tragedia. Poveri angioletti. Rip", scrive Rosanna Bianco sul social network commentando la morte di due bimbi nella tragedia delle Maccalube. "Riposate in pace piccoli, che Dio possa dare conforto ai genitori. Condoglianze", Giuseppe Alaimo.