L'Italia si sta spaccando in due per il caso di Bifolco, il 17enne ucciso a Napoli per non essersi fermato all'alt. La morte di Davide ha sollevato il paese e Napoli contro le forze dell'ordine. Ogni mamma si è immedesimata in quella di Davide: oddio se succedesse a mio figlio? Questi sono i post e link che, a caldo, sono esplosi sul social network e basati sul principio che può pur sempre accadere che un bravo ragazzo non si fermi all'alt dei carabinieri. Da qui la rabbia, il cordoglio per Davide e la gogna per il carnefice.
Vediamo cosa dice la legge
Quando le forze dell'ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Finanza, Vigili Urbani) intimano l'alt con la paletta, in caso di mancato rispetto non si ha commissione di reato dato che si rimane nell'ambito delle sanzioni amministrative (art.
196 co 6 del Codice della Strada). Altro discorso se si tratta di un posto di blocco, ossia quando l'alt intimato è accompagnato da segnali, macchine della polizia perpendicolari alla strada e personale armato. Se non ci si ferma, nell'ipotesi meno grave, si incorre ad una multa di 1000 euro e la decurtazione di 10 punti sulla patente. Nelle ipotesi più gravi, scatta l'art. 337 del codice penale, rubricato - Resistenza a pubblico ufficiale. La norma recita: "Chiunque usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale, o ad un incaricato di un pubblico servizio, mentre compie un atto d'ufficio o di servizio, o a coloro che, richiesti, gli prestano assistenza, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni".
La controtendenza: le dure parole del giudice Luigi Bobbio
Dure le parole su Facebook di Luigi Bobbio, il magistrato che lottò per anni contro la camorra che oggi è giudice del tribunale civile di Nocera Inferiore (prov. Salerno). Per Bobbio l'unica vittima è il carabiniere: 'Vittima del suo senso del dovere e del fatto di essere chiamato a operare in una realtà schifosa la cui mentalità delinquenziale e la inclinazione a vivere violando ogni regola possibile è la normalità'. Bobbio ha poi affermato di conoscere a fondo il territorio e la delinquenza locale che considera radicata e insita nella mentalità locale.
Altre vicende
Sempre sui social network compaiono link con vicende simili.
Uno di questi riporta un evento simile avvenuto a Treviso (Veneto); protagonisti due ragazzi di 16 e 17 anni che nel cercare una notte trasgressiva, si sono imbattuti in una pattuglia dei carabinieri. I due ragazzi al volante di una Audi, hanno prima rallentato davanti al posto di blocco, per poi accelerare. Nella fuga sono finiti in un fosso, rimediandoci fratture e ferite. Altri link contestano il fatto che quando la Camorra uccide un giovane tacciono tutti e non seguono manifestazioni spontanee. Nello specifico, il link riporta una foto a 2 scene: nella prima viene rappresentata la manifestazione contro le forze di polizia con la didascalia "se la polizia uccide un ragazzo". Nella seconda scena, una città deserta, con la didascalia "se la camorra uccide un ragazzo".
Altri invece riportano casi in cui agenti di polizia e carabinieri sono stati colpiti e feriti da proiettili sparati da chi non si è fermato all'alt. Uno di questi si riferisce ad un conflitto a fuoco avvenuto il 7 settembre 2014 a Napoli. Tre uomini a bordo di uno scooter (rubato) hanno sparato alla polizia che intimava loro l'alt, ferendo due agenti e dandosi alla fuga.