La situazione nel quartiere Traiano di Napoli è sempre più incandescente a causa della morte di Davide Bifolco, deceduto al termine di un inseguimento per un colpo d'arma da fuoco esploso da un carabiniere. Si è arrivati persino a vedere un'intervista di un soggetto sottoposto agli arresti domiciliari, nel corso della quale parla a ruota libera contro lo Stato e le forze dell'ordine. Il tutto circondato da un gruppo di sostenitori che esaltano la camorra.
Davanti alle telecamere
Trattasi del fratello della vittima, Tommaso Bifolco di anni 32, che si trova agli arresti domiciliari in quanto, nel mese di giugno dello scorso anno, è stato accusato di essere in una banda con altre 7 persone, allo scopo di compiere e di aver portato a termine ben 13 furti in appartamenti vari. Con la stessa banda e con la stessa accusa pure il fratello Alberto di anni 29, che è sottoposto all'obbligo di dimora notturna. Tommaso Bifolco ha gridato davanti alle telecamere che lo Stato non li tutela, mentre la camorra sì. Eppure questa persona non poteva allontanarsi dall'appartamento e nemmeno comunicare con persone che non risiedono nell'abitazione. Invece è venuto in strada e, come se fosse un cittadino integerrimo, ha liberamente insultato polizia e carabinieri. Le immagini del video sono visionabili su Youtube. Il tutto si accompagna ai cortei organizzati nel quartiere a favore di Davide e a foto e video aventi come obiettivo quello di smentire la versione dei carabinieri. Come la testimonianza del giovane Enzo Ambrosino, che ha pubblicamente dichiarato di essere lui il terzo passeggero fuggito dopo la caduta del motoveicolo e non il latitante riconosciuto dalla gazzella dei carabinieri. Tuttavia il testimone ancora non si è recato presso gli investigatori per ripetere il suo racconto fatto davanti ai cronisti.Versione dei Carabinieri
La versione dell'Arma resta quella dell'incidente verificatosi nel tentativo di catturare il ricercato Arturo Equabile.
La pattuglia ha dichiarato che sullo scooter guidato da Salvatore Triunfo, di anni 18 anni con precedenti per furto, c'era proprio il latitante come secondo passeggero e Davide ne era il terzo. All'alt dei carabinieri i tre giovani, sullo scooter senza casco e assicurazione, si sono dati alla fuga ed è subito partito l'inseguimento. La ricostruzione dei fatti, per l'Arma, resta quella che il carabiniere non ha sparato in maniera volontaria ed ha applicato tutte le procedure previste per operare di notte in un territorio insicuro come il quartiere Traiano, e dove l' operatività prevede, in alcuni casi, di impugnare la pistola. E sempre il regolamento prevede il colpo in canna quando si lavora in situazioni di elevata criminalità e quando, è abitudine comune, non fermarsi ad un posto di blocco per poi sparare contro gli uomini in divisa.
Il difensore del milite è l'avvocato Salvatore Pane. Il legale ha spiegato che il proiettile è partito in maniera accidentale perché il suo assistito, mentre impugnava la pistola con la mano destra, con la sinistra tentava di immobilizzare il Triunfo. Il carabiniere è inciampato e dall'arma è partito il colpo che poi avrebbe preso Davide Bifolco in petto.