Il Pentagono ha affermato nelle scorse ore che gli Stati Uniti e cinque paesi non europei cioè Arabia Saudita, Emirati arabi, Giordania, Bahrein e Qatar hanno iniziato i primi raid aerei contro obiettivi dell'Isis in Siria aprendo così un altro fronte nella battaglia contro gli jhadisti. Il portavoce del ministero della Difesa statunitense l'Ammiraglio John Kirby ha confermato l'inizio delle operazioni aggiungendo che stanno avvenendo con l'utilizzo di caccia, bombardieri e missili Tomahawk specificando inoltre che potrebbero durare solo alcune ore.

Le azioni sono state compiute utilizzando per la prima volta i caccia Usa F-22 Raptor, supportati da aerei completamente invisibili ai radar (stealth) coinvolti già durante la guerra del golfo del 1991 contro il regime di Saddam Hussein e i Droni cioè velivoli senza pilota utilizzati da Obama sempre più spesso negli ultimi anni nella lotta contro il terrorismo.

I bombardamenti starebbero interessando l'area in cui si trova la città di Raqqa, nel nordest del Paese che gli jihaidisti hanno eletto capitale del califfato dell'Isis. Il quotidiano "Washington Post" ha riferito che gli abitanti di questa località stanno postando su Twitter messaggi in cui descrivono "grandi esplosioni" e un "ripetuto passaggio di aerei militari".

La tv "Cnn", citando alcuni funzionari americani, ha riferito che I raid "mirano a colpire la capacità di comando dell'Isis e quelle di controllo, di rifornimento e di addestramento" e che i missili Tomahawk sono stati lanciati dalle navi americane su 20 obiettivi, compresi i centri di addestramento, quartier generali e accampamenti di truppe".

Secondo il ministero degli Esteri siriano il governo è stato informato dagli Usa dell'attacco sul suo territorio diretto contro lo Stato Islamico così come è stato richiesto dallo stesso regime di Damasco e dai suoi alleati, cioè l'Iran e la Russia, per evitare un'aggressione armata contraria al diritto internazionale; questa dichiarazione lascerebbe supporre il consenso di Assad nei confronti dell'azione guidata dagli Stati Uniti ma, per il momento, mancano dei chiarimenti in merito.

I raid aerei sulla Siria potrebbero essere molto pericolosi per gli equilibri regionali e internazionali dal momento che Damasco ha rafforzato, negli anni, i rapporti con Teheran ma soprattutto con Mosca che dispone, dal 1971 nella città di Tartus, una base militare molto importante poiché è l'unico porto che le consente l'accesso al Mare Mediterraneo.

La tensione è alta in tutta la zona poichè un missile Patriot israeliano ha intercettato oggi un velivolo proveniente dalla Siria sulle alture del Golan.

Un portavoce militare ha dichiarato che il jet si è infiltrato, per la seconda volta in un mese, nello spazio aereo di Tel Aviv ed è stato intercettato dai sistemi di difesa e Il governo siriano ha confermato la notizia.

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