Per molti considerata una bufala in realtà è diventata realtà o quasi. La catena di fast food Kentucky fried chicken dovrebbe aprire a Roma, secondo voci ufficiali della stessa azienda, ma l'apertura prevista per l'8 settembre è stata rimandata a una data a sorpresa. Tecnicamente il ritardo sembra essere dovuto a un problema attribuibile al centro commerciale che ospita il fast food: l'8 settembre era giorno di chiusura. Quindi solo una questione di tempo e il momento tanto atteso da tanti fan del Kfc arriverà.

Intorno all'apertura del famosissimo colosso alimentare americano si sono verificate proteste con raccolte di firme e una vera e propria campagna di sensibilizzazione.

Insomma, per tanti il Kfc in Italia non doveva aprire. Le voci di protesta si sono, però, da sempre scontrate con i tantissimi fan che durante i viaggi all'estero includevano quale tappa fissa un pasto da Kfc. Il segreto del pollo fritto da fast food americano non è dato conoscerlo ma i palati più raffinati ne rintracciano la peculiarità nel condimento con misteriose erbe e spezie che danno alla carne un sapore inconfondibile. La catena Kfc, società del gruppo Yum, conta 19mila negozi in 118 paesi.

Le proteste in merito all'apertura di Kfc si sono da sempre basate, senza soffermarsi al lungo sulle teorie estreme intorno al trattato transatlantico, su alcune restrizioni riguardanti l'utilizzo della carne nel territorio dell'Unione Europea.

La normativa in merito all'utilizzo e trattamento degli alimenti nel vecchio continente è decisamente più restrittiva rispetto a quella americana, tanto da impedire l'esercizio commerciale di molti colossi americani in Europa. Nel caso specifico la normativa europea vieta la somministrazione di polli disinfettati al cloro, cosa tollerata negli USA e pertanto praticata da Kfc. Da sempre il gruppo Yum combatte una battaglia "politica", insieme a tanti altri gruppi alimentari americani, per l'eliminazione di una normativa che ha penalizzato economicamente i colossi dei fast food. Da sempre impegnate nella lotta contro le normativa europea di settore, tra pochi giorni le associazioni di categoria americane potranno esultare.