Raddoppiata la sicurezza attorno a Papa Francesco ed in tutto il Vaticano. Nei giorni scorsi era stato l'ambasciatore iracheno presso la Santa Sede a lanciare l'allarme: Papa Francesco sarebbe nel mirino dell'Isis intenzionata a colpirlo con gesti eclatanti, insomma si temono attentati contro il Santo Padre. Così il dispositivo di sicurezza attorno al Vaticano è stato raddoppiato, a lanciare la notizia è stata l'agenzia Ansa che cita fonti confidenziali.

L'allerta dunque è ai massimi livelli dato che i luoghi di culto e San Pietro in maniera particolare sarebbero degli obbiettivi sensibili ai quali potrebbero mirare i terroristi che fanno capo all'Isis, il califfato islamico dell'Iraq e del Levante, retto dal Califfo Abu Bakr Al Baghdadi. Da parte vaticana, padre Federico Lombardi, responsabile della sala stampa della Santa Sede, minimizza. Secondo il prelato non ci sarebbero al momento minacce specifiche o preoccupazioni particolari nei confronti del Papa e del Vaticano.

Anche se al momento non sarebbero presenti in territorio italiano cellule jihadiste organizzate, si teme l'azione di qualche lupo solitario pronto ad immolarsi per la causa sostenuta dai terroristi. Una minaccia ritenuta credibile anche dai servizi segreti che si sarebbero già attivati al fine di scongiurare qualsiasi pericolo. Intanto però, senza tuttavia una specifica minaccia diretta, i dispositivi di sicurezza attorno al Vaticano ed a Papa Francesco sarebbero già stati potenziati.

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Papa Francesco

Sopratutto ai varchi d'accesso in piazza San Pietro in occasione dell'Angelus domenicale.

I controlli comunque non limiteranno l'ingresso in piazza San Pietro dei fedeli. "Non ci sono minacce specifiche per l'Italia" si è limitata a dire il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. Da New York, dove si trova la titolare della Farnesina per partecipare all'Assemblea generale dell'Onu, ha detto che "L'Isis è una minaccia globale e sappiamo che quando c'è una minaccia globale serve una risposta globale e coordinata".

Intanto, riunitisi a Parigi, i governi occidentali, appena qualche giorno fa, hanno deciso di dichiarare guerra aperta all'Isis per combattere senza se e senza ma il nuovo Stato del terrore che si affaccia all'occidente.

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