Terrorismo islamico: è paura planetaria. Il califfato islamico retto da Abu Bakr al Baghdadi spaventa la Terra. Vertice mondiale a Parigi il cui fine ultimo è quello di dichiarare guerra al nuovo regno del terrore attivo tra l'Iraq e la Siria.  Una trentina le nazioni riunitesi nella capitale francese con il support  degli Stati Uniti. E' guerra contro lo stato del terrore che nell'ultima settimana ha decapitato un altro ostaggio.

Si tratta del cooperante  scozzese David Haines che si aggiunge alla triste lista degli uccisi per mano dei terroristi Isis, prima di lui era toccato a James Foley e Steven Sotloff.

Vertice a Parigi: eliminare con qualsiasi mezzo l'Isis ed il califfato islamico

"Ormai siamo in marcia" ha dichiarato alla televisione americana il segretario di stato Usa John Kerry. "C'è necessità di porre fine alla presenza dell'Isis nelle regioni in cui ha preso posizione in Iraq" questo recita il documento firmato dalle trenta nazioni partecipanti che hanno ribadito anche il loro appoggio al nuovo governo iracheno impegnato in prima linea contro i terroristi.

"Utilizzeremo ogni mezzo per sconfiggere l'Isis": e già oggi sono previsti i primi voli di ricognizione da parte dell'aviazione francese nell'ambito della coalizione internazionale anti Isis. Lo stato islamico, guidato dal califfo Abu Bakr al Baghdadi, dal canto suo non arretra ma anzi rilancia la minaccia. "Colpiremo ovunque" ha fatto sapere lanciando la sua crociata contro gli infedeli e le nazioni occidentali in primis gli Stati Uniti.

Qualche settimana fa si era diffusa la notizia dell'uccisione del califfo Abu Bakr al Baghdadi per mano americana. A dirlo erano stati i servizi segreti curdi, alleati della coalizione internazionale anti Isis. Ma la notizia della morte del califfo Abu Bakr al Baghdadi non ha avuto al momento conferme.  Sale anche la tensione in Italia dopo che, qualche giorno fa, il Ministro dell'Interno Angelino Alfano ha riferito alle camere del pericolo attentati su Roma.

L'Italia rimane un obbiettivo sensibile per i jihadisti perché considerata la culla della cristianità: colpirla significherebbe assestare un duro colpo alla sua cultura ed al suo credo religioso.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto