Una madre turca di 34 anni parte per il sud del Paese e, invece di portare con sé la figlia di appena due mesi, la chiude in casa per nove giorni, condannandola così a morte certa. Infatti, al ritorno dalla vacanza, la donna ha trovato la bambina morta ed è stato inutile il trasporto all'ospedale dove i medici non hanno potuto fare nulla, se non constatare il decesso della piccola per mancanza di cibo e liquidi. Una vicenda che ha ancora dei lati oscuri che non sono stati chiariti neanche durante il processo che ha visto salire sul banco degli imputati la responsabile della tragedia, la madre della bambina morta, per la quale si sono aperte le porte del carcere a vita.

La stampa di Ankara, che ha riportato la notizia, scrive che la 34enne aveva deciso di partire per il sud della Turchia con l'intento di trascorrere qualche giorno di riposo presso la sua famiglia. Nonostante avesse una figlia di appena due mesi, la donna avrebbe pensato bene di lasciarla a casa, da sola, senza nessuno che l'accudisse. Inevitabile che la bambina sia morta di fame e di sete dopo quasi una settimana di agonia. Infatti, quando la donna è rientrata dal suo viaggio di nove giorni, per la figlia non c'era più nulla da fare: i medici dell'ospedale dove è stata inutilmente portata hanno constatato che era senza vita da ormai tre giorni.

La donna, un'insegnante di scuola elementare, durante il processo si è difesa affermando più volte che voleva bene alla figlia e che non le avrebbe mai fatto del male. Siccome in tribunale l'imputata non è riuscita a dare alcuna spiegazione plausibile alla tragedia, l'avvocato difensore ha portato avanti la tesi secondo cui la 34enne avrebbe affidatoto la bimba alle cure di qualcuno che però non si sarebbe mai presentato, lasciando così che la piccola morisse di fame e di sete. Nonostante ciò, i giudici non devono aver dato alcun credito alla strategia difensiva del legale, infatti il tribunale del comune di Kocaeli, nei pressi del Mar Nero, ha condannato la signora all'ergastolo.