Uno spettacolo poco edificante quello offerto da due insegnanti del plesso scolastico di Via Cadore, ad Ancona. Nella breve pausa tra una lezione e l'altra, le colleghe hanno litigato furiosamente, venendo quasi alle mani. Per lo stress e la collera del litigio, una delle due è stata colpita da un malore ed è stata trasportata al Pronto Soccorso, dove per fortuna il personale sanitario è riuscito ad evitare che le sue condizioni di salute potessero ulteriormente peggiorare.

Mentre erano all'interno dell'edificio scolastico, tra lo stupore generale, le due docenti non si sono più trattenute e hanno cominciato a litigare scambiandosi accuse e pesanti insulti. Di fronte ad alunni e colleghi stupiti da cotanto astio, le donne sono quasi venute alle mani, fino a quando una delle due non si è sentita male ed è svenuta. Si tratta di una professoressa precaria 51enne. I presenti hanno subito chiamato i soccorsi e il personale della Croce Gialla è arrivato alla scuola con un'ambulanza che ha caricato la donna e l'ha immediatamente portata in ospedale.

A causa dello stress e dell'eccessivo furore con cui si è scatenato il litigio, l'insegnante precaria aveva il battito cardiaco fortemente accelerato, tachicardia e si trovava in evidente stato di shock. La collega di 57 anni, anche lei protagonista della lite furibonda, ha invece rifiutato qualsiasi aiuto da parte dei soccorsi e, come se nulla fosse accaduto, è tornata tranquillamente a fare lezione in aula. Nessuno, finora, ha saputo spiegare i motivi di quel terribile diverbio, ma trapela un'indiscrezione secondo cui dovrebbe essere nato per divergenze in ambito didattico.

La docente 51enne, quando si è sentita male, ha cominciato a tremare e a respirare a fatica, e poi è finita a terra in evidente stato di shock. Il personale della Croce Gialla, prima di portarla via dalla scuola, ha provveduto a tranquillizzarla e a fare in modo che la donna potesse giungere in ospedale già in condizioni migliori. Rassicurati gli altri colleghi e i dipendenti del plesso scolastico che si erano fortemente spaventati, temendo per la vita della precaria.