L'Osservatorio Nazionale siriano dei diritti umani in Siria (Ondus) ha riferito che è avvenuto un assalto dei jihadisti nella parte sud della città, in cui obiettivo era quello di raggiungere il centro, ma nella notte l'attacco è stato respinto dai curdi. Dopo una debole ritirata dell'Isis, grazie ai bombardamenti statunitensi, erano avanzati nuovamente, conquistando il quartier generale curdo. Si stima che l'Isis controlli circa il 40% dell'area urbana della città.

Ieri l'Isis è riuscita ad entrare nel quartier generale della resistenza curda, portando la linea del fronte a 1.3 km dal confine turco. Non è dato di sapere quanto resisteranno, poiché i curdi avrebbero quasi finito le munizioni.

La propaganda dell'Isis

L'Isis non ha tardato a fare la sua propaganda dell'orrore. Sui social già circolano foto di corpi insanguinati dei guerriglieri. Combattenti curdi appesi per i piedi, decapitati e riversi a terra.

Per infondere il terrore l'Isis ha fatto circolare un fotomontaggio dove si vede, nel primo quadro, una giovane curda che sorride con in mano il fucile e nel secondo, la sua testa mozzata. Secondo i curdi sarebbe una delle tre ragazze decapitate dagli jihadisti la settimana scorsa.

L'appello dell'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura

Le Nazioni Unite temono per la vita dei civili rimasti nel centro della città.

Sarebbero circa 700, per lo più anziani. Anche i 12 mila civili rimasti bloccati sul confine chiuso dalla Turchia sono a rischio. A questi si aggiungono i combattenti curdi tra i quali si contano molte donne. Ieri De Mistura ha gridato alla vergogna e ha paragonato Kobane a Srebrenica, la città bosniaca dove nel 1995 furono trucidati i civili sotto gli occhi dei soldati delle Nazioni Unite che non mossero un dito.

De Mistura ha chiesto anche ad Ankara di permettere il passaggio ai volontari curdi che si vogliono unire alla resistenza.I jihadisti intanto si stanno sempre più avvicinando alla frontiera con la Turchia. L'ultimo punto di transito potrebbe cadere presto nelle mani dell'Isis. E i turchi stanno a guardare.

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