Alla fine l'amministrazione Obama ha ceduto: la pressione politica specialmente durante la campagna elettorale per il Midterm è diventata insostenibile. Nella giornata di ieri il Presidente ha dato il via alle misure di controllo per fronteggiare il pericolo Ebola negli aeroporti. I Repubblicani hanno attaccato il Presidente, per tutta la settimana passata, per la scarsa organizzazione e prontezza nell'affrontare il pericolo Ebola. Molti Democratici, membri del partito di Obama, hanno rimproverato le medesime indecisioni al Presidente e al suo staff e tutto questo in piena campagna elettorale.

Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca ha organizzato una conferenza stampa per annunciare che 'saranno messe in campo le misure che mirano a proteggere il popolo americano'.

A partire da mercoledì, tutti i passeggeri delle compagnie aeree della Liberia, Sierra Leone e Guinea devono atterrare obbligatoriamente in uno dei 5 aeroporti attrezzati per l'emergenza Ebola che sono: John F. Kennedy di New York, Newark Liberty in New Jersey, Washington Dulles, Chicago O'Hare e Hartsfield-Jackson di Atlanta.

Queste misure di sicurezza erano già state giudicate insufficienti, nel corso dell'audizione al Congresso, da Luciana Borio, assistente commissario per la politica antiterrorismo presso la Food and Drug Administration. Le misure adottate sembrano insufficienti anche per il Repubblicano Robert W. Goodlatte, che presenterà, a breve, una risoluzione per bloccare l'entrata nel paese di tutti i cittadini stranieri, provenienti dai paesi con alti tassi di infezioni da Ebola.

I proclami degli avversari del Presidente non si fermano: così il senatore Marco Rubio, un Repubblicano della Florida, ha detto di aver intenzione di proporre un provvedimento che possa sospendere temporaneamente i visti d'ingresso per le persone a rischio.

L'OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) ha invitato il Governo degli Stati Uniti a non prendere in considerazione la chiusura delle frontiere: se i cittadini provenienti dai paesi flagellati dalla malattia dovessero cominciare ad entrare negli USA illegalmente, non ci sarebbe possibilità di rintracciarli in caso di contagio.

Earnest ha riferito ai giornalisti che il Presidente 'non vede la necessità di attivare misure di blocco degli accessi, tuttavia qualora tale blocco dovesse rendersi indispensabile sarà attuato'. Le misure attuate all'arrivo saranno quelle già viste in atto per l'epidemia S.A.R.S., controllo della temperatura con l'ausilio di dispositivi elettronici e visita approfondita in caso di presenza di possibili sintomi.

Gli americani attendevano questo segnale dalla Casa Bianca: secondo i sondaggi effettuati dal Post e ABC News oltre il 90% degli americani vede necessario uno screening più rigoroso.

Rispetto alla settimana precedente i sondaggi riconoscono un aumento della fiducia degli americani, che ora credono nella capacità delle istituzioni di far fronte all'emergenza Ebola. Il Presidente Obama sembra aver raccolto anche il plauso delle compagnie di viaggi, che sicuramente avrebbero avuto un grave danno dalla chiusura definita dei voli da e per l'Africa. Gli americani, che prima dei contagi in patria erano quasi all'oscuro di ciò che riguardava il virus Ebola: ora intervistati, dal Pew, il 98% ha dichiarato di conoscere anche se per sommi capi la minaccia e il 49% di conoscere bene la minaccia e di seguire le notizie giornalmente.

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