Da un mese dalla tregua siglata a Minsk il 5 settembre tra Kiev e i separatisti-filo russi si sono registrate 1.200 violazioni al cessate il fuoco. Il ministero degli Esteri ucraino ha aggiornato il bilancio dei morti e dei feriti su Twitter. Si legge nel comunicato che avrebbero perso la vita 32 civili e 56 soldati a cui si devono aggiungere 316 feriti e i continui bombardamenti indirizzati ai centri abitati.

Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Andrei Lisenko le armi si fanno sentire a est e a nord di Donetsk a Debaltseve, a Avdiivka e a Marinka. La regione di Donbass è un focolaio mai spento. A Donetsk (nell'Ucraina orientale, sul fiume Kalmiu), gli abitanti vivono nel terrore: percepiscono la fragilità del cessate il fuoco. Donetsk è occupata dai separatisti, solo l'aeroporto è controllato dalle truppe ucraine da maggio.

Vi è quindi una continua battaglia per il controllo dello scalo che sta facendo vittime tra la popolazione. Lunedì sono morti tre civili, tra cui un operatore della Croce Rossa di nazionalità svizzera, e due soldati, a seguito dei bombardamenti effettuati dai filo-russi in un quartiere vicino all'aeroporto.

Più tranquilla la situazione a Mariupol, porto industriale sul Mare d'Azov. Qui i separatisti si erano spinti fino alle porte della città all'inizio di settembre, per poi muoversi verso Donbass dove sono riusciti ad aprirsi un fronte sul lato meridionale.

(fonte Asca). L'Osce (l'Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa) ha inviato due droni con l'obiettivo di individuare gli autori delle violazioni. La diplomazia statunitense è pronta ad intervenire: Victoria Nuland, responsabile degli affari europei al dipartimento di Stato, ha incontrato il presidente ucraino Petro Poroshenko, per fare il punto della situazione e valutare la necessità di monitorare il confine con la Russia.

I separatisti filorussi e le truppe ucraine si accusano a vicenda, e in questa situazione e anche l'Osce ha riconosciuto che è sempre più difficile far rispettare il cessate il fuoco tra le parti in campo. La tregua, sebbene regga, si sta facendo sempre meno incisiva rispetto al momento della sua firma.

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