Le condizioni di salute del campione di sempre, il 74enne Pelè, al secolo Edson Arantes do Nascimento, si sono aggravate in giornata. La leggenda del calcio, che aveva subito il 12 novembre un intervento per la rimozione di alcuni calcoli renali (il 15 novembre era stato poi dimesso), era dovuto tornare due giorni fa in ospedale a causa di un'infezione urinaria che ha colpito vescica e uretra, probabile conseguenza dell'operazione. L'infezione, anche se seria, non aveva però preoccupato i medici, che avevano iniziato a curare l'ex-calciatore con antibiotici e altri farmaci necessari e ne ipotizzavano le possibili dimissioni per continuare la cura a casa.

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Un breve bollettino rilasciato dall'ospedale di San Paolo, dove Pelè si era recato, firmato dai medici che lo hanno visitato avevano però definito "stabili" le sue condizioni.

Condizioni che però nella giornata di oggi si sono aggravate. Il calciatore più forte di sempre è trasferito in una unità speciale di cura dell'ospedale Albert Einstein di San Paolo. Le autorità, incalzate dalla stampa, hanno fatto sapere che Pelè "è stato spostato per essere monitorato" e che in ogni caso l'unità di cura nella quale si trova "non è terapia intensiva".

Il campione si trova piuttosto in uno "stato intermedio". Un ulteriore bollettino rilasciato dai medici dell'ospedale parla di una "situazione instabile". Il protavoce del campione, Jose Fornos Rodrigues, ci tiene a specificare che le condizioni di salute di Pelè non sono affatto gravi. E aggiunge: "I medici hanno deciso di trasferirlo in un reparto in cui può stare più tranquillo e riposare, in questo modo il recupero può procedere in maniera più spedita".

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E a chi li chiede come verrà curato risponde: "Gli vengono somministrati antibiotici. Prima riceveva troppe visite ed era sempre in attività. Parlava in continuazione al telefono. Per questo i dottori hanno ritenuto opportuno spostarlo". Parole che hanno però preoccupato tutto il Brasile, che resta in ansia per la sua "perla nera".