Il 14 novembre 2014 è ricomunicato il processo davanti alla corte di Assise di Taranto per l’omicidio della sedicenne di Avetrana scomparsa il 26 agosto del 2010, Sarah Scazzi, strangolata e gettata in un pozzo; per l’omicidio sono state condannate in primo grado all’ergastolo Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano mentre Michele Misseri è stato condannato a 8 anni per occultamento del cadavere.

Delitto di Sarah Scazzi: “Cosima Serrano è pronta a parlare”

Nel collegio difensivo del processo d’Appello per l’omicidio di Sarah dopo tre anni di silenzio l’avvocato di Cosima durante la trasmissione “La vita indiretta” ha rivelato che la Serrano è pronta a parlare e rivelare ciò che sa sull’omicidio di Sarah Scazzi, la nipote uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana in provincia di Taranto.

Sarah Scazzi, intercettazione choc: pista satanica sempre più concreta

Intanto la mamma di Sarah seppur devastata dal dolore continua a combattere per scoprire la verità sulla morte di sua figlia e in queste ultime ore dopo la rivelazione di alcune intercettazioni ha dichiarato al settimanale Giallo di sospettare che Sarah è stata uccisa in quanto aveva scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto sapere, inoltre Concetta Serrrano Scazzi, 52 anni ha rivelato che ad Avetrana si celebrano riti satanici nei quali era coinvolta anche Sabrina.

La madre della vittima come un fiume in piena ha dichiarato che Sabrina deve raccontare quello che sa e quello che è accaduto in quel misterioso casolare di cui parla in una telefonata intercettata dai Carabinieri con Alessio Pisello, conversazione avvenuta qualche giorno dopo l’omicidio di Sarah: “ Hei Alè hai parlato ai carabinieri di quella masseria? Pisello risponde: “ No, ancora no, perché non c’erano.

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Non ti preoccupare. Tanto c’è chi sta andando prima di loro…Non ti preoccupare. Stanno andando … un paio di amici, in massa”.

Sette sataniche: una pista mai considerata

La madre di Sarah devastata dal dolore chiede la verità e che venga scoperto quel luogo misterioso affermando di essere sicura che in quel casolare chiamato “la casa dell’Africa” dove molti anni fa, morì cadendo da un pozzo la giovane figlia di una nobile famiglia che ci abitava, avvengono riti satanici, messe nere o sporchi e viziosi giochi di lussuria.

Dunque a tre anni dall'omicidio sono emersi nuovi elementi sull’omicidio di Sarah che portano a una pista satanica dove si celebrano messe neri e sacrifici malefici e la madre Concetta non si accontenta del movente che secondo i giudici avrebbe spinto Sabrina ad uccidere sua cugina Sarah, ossia quello della gelosia nei confronti di Ivano Russo un ragazzo di 26 anni di cui erano innamorate entrambe le due cugine e con cui Sabrina aveva avuto dei rapporti intimi.

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