Per quanto riguarda il caso dell'omicidio di Elena Ceste, ultime news arrivano per quanto riguarda le dichiarazioni contraddittorie del marito e il mistero della bottiglietta che è stata ritrovata nel luogo in cui è stato rinvenuto il corpo della donna. La domanda da porsi non è tanto se il marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti, ha mentito, quanto piuttosto il motivo per cui l'avrebbe fatto. Per quanto riguarda la bottiglia, invece, evidenze venute fuori dalla puntata di Chi l'ha visto di ieri sembrano indicare che il reperto potrebbe avere poca importanza nelle indagini.

Elena Ceste, ultime news 13/11: perché Michele avrebbe mentito sugli occhiali?

Si infittisce sempre di più il mistero sulla morte di Elena Ceste, ultime news parlano ancora una volta dei racconti contraddittori del marito. La questione riguarda gli occhiali: da un lato Michele ha raccontato a Chi l'ha visto di aver ritrovato gli occhiali in un secondo momento, al di là del cancello, mentre al prete avrebbe raccontato di averli trovati insieme ai vestiti. Si tratta sicuramente di una contraddizione forte e sulla quale sta lavorando Chi l'ha visto. La domanda che però bisognerebbe porsi è perché Michele avrebbe mentito: se fosse stato veramente lui l'assassino della povera donna, perché cadere in contraddizione proprio sugli occhiali?

A cosa gli sarebbe servito in vista di una difesa? Insomma, la vicenda è poco chiara: anche perché il suicidio sembra poco probabile. Se Elena Ceste si fosse realmente incamminata nel gelo di gennaio a piedi scalzi e completamente nuda, il freddo le avrebbe procurato delle ferite ai piedi e, a suo tempo, sarebbero state trovate delle tracce.

Elena Ceste, ultime news 13/11: il mistero della bottiglia e del telo

La puntata di Chi l'ha visto del 12 novembre si è concentrata anche sulla questione della bottiglietta, ritrovata nel canale dove il copro di Elena Ceste giaceva. Ebbene, le ricerche della trasmissione sembrano aver dimostrato che bottigliette di quel genere oggi non si usano più: da un lato non può essere di un medicinale, come un ansiolitico o uno psicofarmaco, in quanto prevedrebbe un contagocce, non si tratta neanche di diserbante o altri materiali per l'agricoltura, perché oggi si utilizza esclusivamente la plastica.

Insomma, sembra essere una bottiglia vecchia di almeno trent'anni, il che farebbe presupporre che si tratti di un rifiuto che si è trovato lì per caso. E poi c'è il telo: si tratta indubbiamente di un materiale molto comune in una zona agricola, praticamente chiunque li possiede, la speranza è che, attraverso l'analisi biochimica, si possa risalire a qualche indizio importante, si spera insomma che vi possano essere tracce che possano ricondurlo o a Michele Buoninconti (che ne ha vari per le sue serre) o a qualcun altro.