Sono passati quei periodi in cui uomini come Falcone e Borsellino scendevano in piazza rischiando la propria vita per ciò che era giusto o meglio dire ''legale''. Sono passati quei periodi in cui bambini, uomini, donne, gente di tutte le età potevano vivere la loro quotidianità in maniera tranquilla e libera.

È stato l'uomo a creare le ''barriere'' tra le nazioni, le razze e le religioni attraverso le guerre, le persecuzioni e il terrore. È stato proprio quell'uomo a creare nello sport l'elemento ''unione'' che mette sullo stesso livello popoli e religioni. Nei paesi orientali la libertà è limitata: è una libertà che consente solo a pochi di essere qualcuno.

In questa categoria non entrano i giovani che vedono il loro futuro ''saltare'' come delle mine vaganti. Sono giovani vittime che non possono fare altro che acconsentire, forse per motivi di cultura e di mentalità, a ciò che la loro società offre loro, solo guerra e terrore. Sono giovani vittime che fin da piccoli conoscono solo il '' profumo'' della morte e della violenza, il suono dei fucili, delle bombe e delle urla delle loro madri intente a gridare aiuto, e probabilmente conoscono o conosceranno come unici giocattoli della loro infanzia le armi, quelle armi che dovranno tenere per mano fino alla loro morte. 

Ieri il terrore è stato il protagonista nella provincia di Paktica, in Afghanistan. Un uomo, imbottito di esplosivo, si è fatto esplodere durante una partita di pallavolo tra distretti.

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Il bollettino locale ha registrato circa 50 morti. Tra le vittime ci sono soprattutto bambini e giovani intenti a partecipare al torneo come spettatori e tifosi.

Ma questa non è l'unica strage nella provincia medesima: già lo scorso luglio una bomba è stata fatta esplodere all'interno di un mercato provocando circa 90 vittime. In entrambe le stragi i talebani hanno negato le loro responsabilità.

Proprio stamattina il parlamento afghano ha approvato l'accordo che consentirà alla Nato e agli Stati Uniti di mantenere le proprie milizie nella regione afghana oltre la fine dell'anno.