Il terrorismo non si ferma a Gerusalemme. A Har Nof su Agasi street, una sinagoga è rimasta vittima di attacchi da parte di due uomini che erano armati non solo di coltelli ma anche di pistole e asce. Nell'agguato hanno perso la vita quattro fedeli. Le ultime notizie che giungono dai media locali, emerge che i feriti sono sette e di questi due persone sarebbero in condizioni drammatiche. A riferire alcuni dettagli è Fox News il quale sottolinea che tra le vittime sarebbero presenti anche tre cittadini americani e il quarto che ha perso la vita era proveniente dall'Inghilterra.

Un indagine sull'attacco alla sinagoga sarà aperta anche dall'Fbi.

Se da un lato il mondo resta inorridito, dall'altro lato vi è Hamas che porge le sue congratulazioni a coloro che hanno promosso l'attentato. Viene spiegato inoltre che l'attacco sarebbe una rappresaglia alla tensione che è presente alle moschee e all'uccisione del trentaduenne Yusuf Hasan al Ramuni. L'uomo infatti sarebbe stato trovato impiccato tra domenica e lunedì, nella notte, nella parte occidentale di Gerusalemme. Il premier israeliano Benyamin Netayahu ha invece accusato Abu Mazen di essere il responsabile dell'agguato alla sinagoga.

Secondo il premier egli sarebbe l'uomo che avrebbe incitato alla violenza e el comunicato inoltre arriva la minaccia di reazione all'attacco perché ritiene inaccettabile che uomini abbiano pagato con la vita solo perchè si erano recati nel loro luogo di preghiera. Secondo il premier non si tratta infatti di eventi accidentali, ma sono delle vere e proprie campagne contro Gerusalemme

Unanimi sono state le condanne.

Il presidente della Palestina ha condannato il tagico evento. L'Anp infatti ha sempre condannato questo genere di azioni e le morti dei civili. Il segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry definisce il tutto come un puro terrore inumano. Anche Barack Obama spende delle parole durissime in merito. Il presidente americano definisce il gesto come un atto senza nessuna giustificazione. Anche il ministro Gentiloni è d'accordo con Obama e le altre autorità. 

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