Una notizia del genere è triste di per sé già quando capita per cause naturali, ma diventa incredibile e terribile al tempo stesso se i fatti fossero realmente quelli che sono stati raccontati: una donna trentasettenne avrebbe perso il figlio che aveva in grembo a causa di una manganellata inferta da un poliziotto durante i tafferugli avvenuti in seguito allo sgombero di due centri sociali.

I centri sociali in questione sono nella periferia di Milano in via Ravenna, che è situata in zona Corvetto: la settimana scorsa la polizia, in assetto anti-sommossa, si reca dapprima al centro sociale Rosa nera che viene sgomberato velocemente e senza problemi di sorta. Diversa la situazione invece per lo sgombero del centro sociale Corvaccio dove 9 persone rendono difficoltoso il lavoro della polizia: 3 scappano, le altre si buttano addosso agli agenti. Il bilancio finale vede 3 arrestati e gli altri indagati per violenza e resistenza.

Proprio durante gli scontri e la manifestazione contro gli sgomberi delle case occupate abusivamente avviene la denuncia della donna rumena di 37 anni, che alle telecamere di RepubblicaTV si sfoga piangendo: "mi hanno tirato il bastone sulla pancia, io sono incinta". Due giorni dopo la donna incinta di 6 mesi - ricoverata per il fatto alla clinica Mangiagalli di Milano - purtroppo perde il bambino.

La donna davanti a 4 diversi ginecologi e di fronte a più testimoni conferma ciò che già aveva denunciato alle telecamere: ha perso il figlio per colpa di una manganellata che i poliziotti le hanno tirato sulla pancia, ma non denuncia nessuno per paura. La donna fa parte di una delle famiglie che si è impossessata abusivamente di un appartamento. Ora è seguita dall'avvocato Losco mentre la procura di Milano ha già ricevuto il fascicolo con tutti gli esami e le ecografie della signora effettuate sia durante la gravidanza che dopo l'aborto spontaneo. I documenti sono al vaglio del pubblico ministero Gianluca Prisco che coadiuvato dal procuratore Romanelli cercherà di fare chiarezza sul caso: i medici infatti non hanno per il momento riscontrato abrasioni o ematomi sul corpo della donna che possano essere imputabili a manganellate. L'ipotesi di aborto a causa di un colpo inferto dalla polizia è ancora tutta da verificare ma se fosse vera ci ricorda anche oggi quanto sia fondamentale combattere la violenza sulle donne, proprio oggi che è il giorno antecedente la giornata celebrativa riguardo a questo argomento.