Umberto Veronesi ha pubblicato il suo ultimo libro, 'Il mestiere di un uomo' nel quale fa una considerazione agghiacciante. Il famoso oncologo milanese ha dichiarato che dopo gli avvenimenti di Auschwitz durante la seconda guerra mondiale, il cancro è un'ulteriore prova che Dio non esiste. Ha specificato che dinanzi ad un bambino che viene consumato da un male incurabile e davanti all'inevitabile sofferenza dei suoi genitori, non pensa più che ci sia una verità superiore alla quale credere.

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Veronesi ha raccontato al quotidiano 'Repubblica' il suo allontanamento dalla Chiesa, dopo un'infanzia da chierichetto, sicuramente il suo scetticismo è partito dalla guerra mondiale, vissuta in prima persona, 'da quel momento in poi' racconta, non ha più messo i piedi in una chiesa.

Nella sua intervista, ha voluto sottolineare che comunque il suo atteggiamento nei confronti del cattolicesimo, è cominciato molto prima. Quando frequentava il liceo, ha sempre mantenuto un carattere anticonformista, fuori dai luoghi comuni e la sua educazione ricevuta da quando era piccolo non conciliava con il suo vero modo di essere.

Durante la guerra all'età di 18 anni, fu letteralmente costretto a indossare una divisa che lui ha sempre ripudiato, al suo interlocutore racconta di non aver mai avuto la volontà di andare a combattere e uccidere altre persone. Poi ha spiegato in maniera semplice, la scelta di fare il medico, legata alla viva volontà di combattere un male che il concetto di Dio non poteva chiarire. Ha spiegato che al'inizio, la sua volontà era quella di fare lo psichiatra, per capire le menti umane e trovare una riposta alla massacrante azione nazista ad Auschwitz, poi invece è incappato in una malattia ancora più inspiegabile: il cancro.

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Da quel giorno è stata una lotta continua per combatterlo, spendendo tutta la sua vita per cercare di trovare una soluzione a questa gravissima patologia.

Oggi il suo giudizio nei confronti di Dio, è assolutamente negativo, in quanto lui non ammette la sofferenza estrema, in presenza di un essere superiore che ha facoltà di intervenire ed evitare migliaia di vite spezzate prematuramente.