L'amministrazione americana ha dichiarato che alcuni hacker, probabilmente provenienti dalla Russia, hanno rubato 53 milioni di indirizzi email dei cittadini statunitensi ma non le password e le informazioni relative alle carte dei pagamenti o altre sensibili riguardanti singoli individui. La società responsabile di tali servizi ha specificato che il furto è avvenuto nel mese di settembre e che i criminali sono riusciti ad accedere nella parte riservata della rete tramite il nome utente e la password di altri soggetti che avevano il diritto ad utilizzarli.

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Le informazioni top secret contenute in essa riguardavano i pagamenti e gli acquisti effettuati in alcuni negozi statunitensi. L'azienda ha stimato un danno pari a 62 miliardi di dollari ma la cifra esatta non è stata ancora calcolata con esattezza anche se è previsto un futuro incremento delle vendite del 4.8% e un utile per azione di 4,54 dollari nonostante le spese per l'avvio di indagini adeguate circa l'accaduto e i costi supplementari che consentano al cliente di monitorare il proprio credito.

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Gli Stati Uniti stanno affrontando, da molti anni, problemi relativi ad attacchi informatici causati dal governo cinese e sempre più spesso anche da quello russo con cui non gode proprio di un buon rapporto a causa delle divergenze esistenti rispetto alle maggiori tematiche di politica internazionale. La Nato ha riflettuto, in modo sempre più approfondito, su come tutelare i suoi membri dai danni causati anche da tali tipi di azioni che, se intense, potrebbero danneggiare seriamente tutte o buona parte delle istituzioni statali.

L'Alleanza Atlantica ha proposto quindi di estendere il diritto di autodifesa collettiva, sancito dal quinto articolo del suo Trattato, considerando i cyberattacchi come le azioni ostili che avvengono tramite l'uso di armi. Che cosa potrebbe succedere dunque se la Casa Bianca imputasse la colpa, di quanto ha reso noto ieri, al Cremlino? Meglio non proseguire il discorso dato che tutti lo immaginiamo; la speranza è pertanto quella che l'accaduto non diventi un ennesimo fattore di destabilizzazione internazionale dal momento che potrebbe contribuire a portare l'umanità sempre più sull'orlo del baratro.

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