Sabato 29 novembre 2025 si è vissuta una serata di tensione all’aeroporto Aeroporto Galileo Galilei di Pisa, alla vigilia di un volo Ryanair diretto a Bari. A bordo, oltre ai passeggeri comuni, vi erano anche calciatori, dirigenti e staff della società calcistica del Bari, di ritorno da una pesante sconfitta per 5-0 subita contro Empoli, nella quattordicesima giornata di Serie A.

Al momento dell’imbarco, alcuni tifosi biancorossi, visibilmente esasperati dall’ennesimo risultato negativo, hanno rivolto cori beffardi e pesanti critiche verso i giocatori.

Le prime scintille hanno acceso un dibattito acceso, che rapidamente è degenerato: da parole e gesti irriguardosi si è passati a spintoni. Secondo diversi testimoni, in un momento di agitazione — e forse di rabbia — un calciatore del Bari ha sferrato un calcio verso un tifoso.

Intervento della polizia

La situazione, già precaria, è degenerata in un vero e proprio caos. Solo l’intervento delle forze dell’ordine — in particolare la Digos e la polizia — ha evitato conseguenze più gravi. I membri della squadra sono stati fatti scendere dal velivolo per qualche minuto: solo dopo che la calma è tornata — seppur tesa — hanno potuto fare ritorno a bordo. Il volo, previsto in orario, è poi decollato con circa mezz’ora di ritardo, e all’arrivo a Bari è stato scortato da una volante della polizia.

Ciò che emerge con chiarezza dall’episodio non è solo la crisi di risultati del Bari — la squadra è infatti in piena zona playout dopo sei sconfitte nelle prime tredici giornate — ma soprattutto l’escalation di una tensione che ha valicato (letteralmente) i limiti dello stadio. Già a Empoli, al termine della partita, i giocatori erano stati fischiati da circa 650 tifosi presenti, una delle trasferte più numerose di questo sabato. E all’aeroporto pisano, alcuni contestatori non si sono fatti scrupolo di gridare ai calciatori di “andare a lavorare”.

Calcio, sempre più episodi di violenza

Quel che dovrebbe far riflettere è la linea — sottile ma importante — che separa la critiche sportive, legittime dopo una sconfitta pesante, da comportamenti che mettono in pericolo l’incolumità fisica di chi ne è destinatario.

Una contestazione può essere espressione di passione, di amore per la maglia, di delusione: ma quando scivola nella violenza, perde la sua dignità.

L’episodio non rappresenta solo un caso isolato. In una stagione già carica di tensioni — dentro e fuori dal campo — la contestazione nei confronti dei giocatori del Bari appare come un sintomo più che come un fatto singolo.

L’intervento della Digos e della polizia, in questo caso, ha evitato conseguenze peggiori. In un momento in cui la squadra è in difficoltà, con risultati deludenti e contestazione crescente, questo episodio suona come un campanello d’allarme.